13 dicembre 1913. Serata futurista a Firenze, al teatro Verdi

Una serata futurista

Una serata futurista fiorentina

Cari concittadini,

Se ci fosse tra voi uno solo che avesse supposto che l'accoglienza fatta da voi ai miei cari e grandi compagni futuristi iersera, mi avesse profondamente ferito nel cuore di futurista e più specialmente di fiorentino, a lui sono rivolte queste parole.

Muto e sorridente io rimasi ieri sera per due intere ore dinanzi allo svolgimento di un fenomeno umanamente grande e divino come quelli stessi della natura. Io vagai il mio sguardo soddisfatto e attonito, quasi timoroso di turbare una sola molecola, di perdere un palpito solo di quell'ora di ebbrezza e di libertà.

Chi potrà mai cancellare dal mio ricordo i suoi smaglianti colori, l'avvicendarsi, il succedersi, lo svolgersi dell'ora tanto giustamente selvaggia?

Chi potrà cancellare dinanzi ai miei occhi la suola di sei scarpe che bene in fila fecero bella mostra di sé per due intere ore al parapetto di un palco di terza fila? Gli spettatori distesi, nascosti all'interno del palco, vollero rimanere così sino alla fine obbedendo al loro geniale e ribelle istinto di spingere per una volta almeno nella loro vita i piedi al posto della ormai troppo consueta testa. [...]

E vidi gentiluomini non sdegnare di ficcarsi due dita in bocca ed emettere vividi fischi da pecoraio, e trarre dalle belle tasche di seta cipolle castagne patate uova... Professori gravi dimenticare per un istante tutto il peso della propria solennità e darsi a salutari dondolamenti del corpo, a vivificatrici piruette. [...]

Con queste parole la rivista “Lacerba” commentava il 15 dicembre 1913 la serata futurista che si era svolta due giorni prima a Firenze, al teatro Verdi. C’era stato anche un ferito: Marinetti, e alcuni contusi in platea (per colpa del pubblico!). Presenti i pittori Boccioni, Carrà, Soffici e l'antifilosofo Papini. Gli avversari del Futurismo erano così classificati dall’articolista di “Lacerba”: Clericali, Borghesi, Studenti, Liberali, Aristocratici, Virtuisti (cristiani?), Giornalisti, Poliziotti, Beceri. Risultati: noia, stanchezza, spese, spolmonatura, insulti reciproci fra gli spettatori, fuga generale.

Giovanni Papini e Ardengo Soffici che provenivano dalla esperienza de “La Voce”, a gennaio 1913 fondarono a Firenze la rivista “Lacerba” che era lo sberleffo di una minoranza di intellettuali che si sentivano in aperto conflitto col moderatismo di ampi strati della società di età giolittiana. I contatti con Marinetti avvennero grazie alla mediazione di Aldo Palazzeschi. Il nome era stato scelto da Soffici che aveva tratto l’idea da un verso di Cecco d’Ascoli, privandolo dell’apostrofo: il risultato fu un neologismo, irrazionale e assolutamente privo di significato, ma che suggeriva una posizione aspra, tra acerba e lacerante. Gli articoli, dal tono trasgressivo, provocatorio e antiborghese, in netto antagonismo con le posizioni di Croce, suscitarono irritazione e sdegno negli ambienti più legati alla tradizione, soprattutto quando elogiavano un certo teppismo intellettuale, di marca futurista. La rivista godette invece la simpatia di strati più popolari, soprattutto per il linguaggio immediato e per certe strofe irriverenti e beffarde. Per gustare il tono di “Lacerba”, basta questa scelta di titoli dei suoi articoli: Odiatevi gli uni cogli altri, Contro la morale sessuale, Elogio della prostituzione, Accidenti alla serietà!, Chiudiamo le scuole!.

Su “Lacerba” apparvero disegni di Picasso e scritti di Apollinaire. Alcuni articoli di Italo Tavolato, che aderiva all’immoralismo papiniano, procurano alla rivista un processo per oltraggio al pudore. Il difficile sodalizio del gruppo fiorentino col Futurismo durò appena un anno, durante il quale “Lacerba” pubblicò alcuni Manifesti del Futurismo e i primi esempi di “parole in libertà”; quindi i legami si allentarono forse perché Marinetti, nel tentativo di “liberare” la cultura italiana, aveva invece imposto, coi suoi Manifesti, una estetica troppo rigida e condizionante.

(A cura di Fausta Samaritani)

1 Aprile 2002

La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato sul CD-Rom La Repubblica Letteraria online, N. 1 della Collana Web-ring Letterario, diretta da Fausta Samaritani, 2005 (2° edizione)

Messo in rete il 29 ottobre 2015