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Marta Marri Tonelli Andrea Maffei e il giovane Verdi, con presentazione di Marina Botteri Ottaviani e introduzione di Marcello Conati, Riva del Garda (TN), Museo Civico di Riva del Garda, 1999.

Nato nel 1798 in Trentino, terra di confine linguistico e culturale, il giovane Andrea Maffei viene in contatto a Monaco con il romanticismo tedesco, nuova linfa vitale per la moderna letteratura europea. Si trasferisce a Milano, capitale della cultura italiana, dove entra nelle grazie di Vincenzo Monti. La sua elegante traduzione, in endecasillabi, degli Idyllen del poeta svizzero Salomon Gessner, piace sia ai conservatori che si riconoscono nel periodico filogovernativo “Biblioteca Italiana”, sia a Pietro Borsieri e Giovanni Berchet  che ne “Il Conciliatore” seguono le nuove mode letterarie che vengono d’Oltralpe. Maffei traduce il teatro drammatico di Friedrich Schiller, considerato il maggiore interprete degli ideali morali e civili del Risorgimento, quindi opere di Byron e di Goethe. Nel 1835, quando la fama di Andrea Maffei come raffinato traduttore è già consolidata, arriva a Milano il giovane Verdi in cerca di fortuna. Da un anno i coniugi Andrea e Clara Maffei hanno aperto il celebre salotto, dove la mondanità si mescola ad una varietà di stimoli culturali di respiro internazionale, dalla letteratura alla musica, dalla pittura storica e romantica, che in Francesco Hayez trova il maggiore interprete, al melodramma. Versatile, mediatore per istinto, Andrea Maffei sollecita la produzione artistica e suggerisce argomenti, orientando una affollata ribalta di giovani emergenti. L’intellettuale trentino, come ha protetto Vincenzo Bellini, così introduce Giuseppe Verdi nel mondo esclusivo che gravita intorno al suo salotto. Nel 1845, su versi di Andrea Maffei, Verdi compone tre cantate, tra cui Ad una stella. Sono di Maffei anche i versi patriottici e allusivi di alcune arie del Macbeth: Francesco Maria Piave deve adattarsi a queste intrusioni nel suo libretto. Nel 1845 Verdi musica I Masnadieri, dramma di Schiller nella traduzione di Maffei. Il letterato trentino non è stato altrettanto fortunato con il giovane musicista di Riva del Garda Vincenzo Lutti jr., perché il suo Berengario d’Ivrea, rappresentato alla Scala a marzo 1858, fu un inatteso e clamoroso insuccesso. Marta Marri Tonelli ha raccolto una grande varietà di documenti, di lettere, di memorie, rivalutando la collaborazione Maffei-Verdi, fin qui poco illustrata dalla critica.   

(a cura di F. Samaritani)

26 ottobre 2001

Poesia di Andrea Maffei

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