Per le mie poco floride condizioni economiche ha elargito in mio favore un sussidio.

Dossier Vincenzo Cardarelli

Dossier Vincenzo Cardarelli

Ricerca di Fausta Samaritani

 

A seguito della circolare n. 4200 del 14 settembre 1936 del Ministero della Cultura Popolare, il prefetto di Roma l’8 marzo 1937 inviava lo Schedario dei pubblicisti, scrittori, oratori e conferenzieri residenti a Roma e che, in caso di necessità, potevano essere mobilitati per la propaganda all’interno. Tra questi nomi figuravano Marinetti,  Ungaretti, Cardarelli,  Goffredo Bellonci e Anton Giulio Bragaglia. (Archivio centrale dello Stato, Miniculpop, Nu. P. I. E., b. 11, f. 71).

Le note biografiche di Cardarelli erano queste:

 

CARDARELLI Vincenzo di N. N. e di Cardarelli Giovanna, nato a Tarquinia il 1. 5. 1887, abita qui in via Cola di Rienzo, 28, serbando regolare condotta.

Non ha prestato sevizio militare perché riformato per atrofia del braccio sinistro.

E’ iscritto al P. N. F.,  presso la Federazione dell’Urbe, dal 21. 4. 1926 ed esercita la professione di giornalista, è redattore del “Tevere” e collaboratore della “Gazzetta del Popolo” e del “Bollettino della Capitale”.

Non ha titoli accademici, né ha ricoperto alcuna carica.

Ha trattato e tratta materie letterarie ed ha scritto un volume intitolato “Parliamo dell’Italia”.

Per la pubblicazione dei suoi lavori si avvale dei giornali suddetti.

Roma, li 19 febbraio 1937 = XV.

 

Tra le carte della Segreteria Particolare del Duce esiste un dossier intestato a Vincenzo Cardarelli che contiene pochi documenti che lo riguardano e poche lettere, inedite, da lui scritte. (Archivio centrale dello Stato, S. P. D. C. O., b. 537.304).

La prima lettera è indirizzata a Mussolini.

 

I

«Venezia 23. IV. An. VI [1927]

S. Maria del Giglio 2478

Eccellenza, vengo informato in questo momento che V. E., avendo saputo, contro ogni mio desiderio e supposizione, delle mie poco floride condizioni economiche, ha elargito in mio favore un sussidio di lire cinquemila. Non aspetterò che questo sia nelle mie mani per compiere il dovere di ringraziarLa. L’atto magnanimo e, più ancora, l’idea che V. E., in mezzo alle cure e ai pensieri grandissimi che la occupano, si sia degnata onorarmi d’una qualche attenzione, mi riempiono d’orgoglio e di gratitudine. All’inatteso avvenimento modestia vuole che io non attribuisca un significato superiore al mio merito, che forse è soltanto quello di essere più bisognoso d’un altro. Nondimeno ringrazio la povertà che mi ha messo in questa situazione privilegiata, di ricevere da V. E. un tal segno d’interessamento dinanzi a cui è difficile non montare in superbia e che a me fa l’effetto d’un secondo battesimo; come se soltanto oggi avessi definitivamente conquistato in Italia il mio diritto di cittadinanza spirituale. Scrivendo a V. E. è troppo grande il timore di cadere in qualche ampollosità e di abusare del Suo tempo prezioso per potersi permettere di dire tutto quel che si vorrebbe e che si ha sull’animo. Ma V. E. conosce gli uomini e i loro sentimenti. Sono dunque certo che indovinerà i sentimenti miei, quantunque taciuti o compressi; e che vorrà seguitare a considerarmi benevolmente il Suo devotissimo e obbedientissimo

Vincenzo Cardarelli»

 

Nel dossier segue questo appunto, datato 1/2/’31/IX:

 

Vincenzo Cardarelli

Redattore de “Il Tevere”

Sta chiedendo sussidi all’ U[nione] S[scrittori]

Affermando di avere avuti due sussidi

Direttamente dal Capo del Governo

 

Il 3 marzo 1931 Cardarelli invia a Mussolini una copia del suo libro Parole all’orecchio, edito a Milano da G. Caraffa, con questa semplice dedica autografa: A Benito Mussolini Vincenzo Cardarelli. Il volume dalla Segreteria del Duce viene inviato all’Istituto di Cultura.

Segue, nel dossier, un’altra lettera di Cardarelli a Mussolini:

 

II

«Roma 6 Novembre  XV [1937]

Via Cola di Rienzo, 28

Eccellenza,

con la Sua altissima approvazione ho ottenuto in questi giorni, dal Ministero per la Stampa e la Propaganda, tutto quel che potevo sperare, che mai avrei osato pretendere. Una grande, incredibile certezza è scesa sulla mia vita, proprio nel momento in cui le mie facoltà di resistenza cominciavano a vacillare. Mi sento, se mi è lecito dirlo, come uno che, salvato da una situazione lungamente pericolosa, stenta a riacquistare il senso della stabilità e del riposo. Voglia dunque scusarmi, l’Eccellenza Vostra, se io non riesco ad esprimere, in termini necessariamente brevi, il tumulto della mia gratitudine. Questa è antica e duplice. E’ gratitudine d’italiano, che si è sorpreso spesso negli ultimi tempi a dimenticare le proprie miserie nella contemplazione della Sua esaltante opera quotidiana, e di persona che conosce la Sua magnanimità e il Suo cuore. Che altro potrei dire all’Uomo al quale non ho quasi il coraggio di rivolgermi direttamente, neppure per ringraziarlo?

Sono certo che l’Eccellenza Vostra non ha alcun dubbio sull’incrollabile, illimitata devozione del Suo fedelissimo

 

Vincenzo Cardarelli»

 

C’è poi un appunto per Sebastiani, segretario di Mussolini, inviato il 1° febbraio 1939 dalla segreteria del Ministero dell’Educazione Nazionale, in allegato ad una lettera, scritta da Cardarelli per accompagnare il dono di un suo libro a Mussolini. La dedica del libro è: a Voi, Duce, l’omaggio e il ringraziamento d’uno scrittore italiano, testimone assiduo della Vostra grandezza. Vincenzo Cardarelli. Roma 30 Gennaio XVII.

Il testo della lettera è questo:

 

III

«Roma 30 I XVII

Via Cola di Rienzo, 28

Duce,

con infinito piacere, misto a trepidazione, mi sento autorizzato dalla Vostra benevolenza a offrirVi una copia del mio ultimo libro, che ho potuto comporre soltanto in grazia del Vostro aiuto. Come in altri miei volumi, qui non si parla che dell’Italia. Spero che vorrete riconoscerVi qualche segno non dubbio della mia profonda partecipazione al tempo fascista. Nell’ora che volge l’orgoglio di vivere in questo tempo è divenuto, se è possibile, ancora più grande.

Perdonate, Duce, se nella mia qualità di semplice italiano io oso sfiorare, non esprimerVi, i sentimenti di alta ammirazione e gratitudine che provo dinanzi a Voi. E concedetemi l’onore di professarmi, ora e sempre, il Vostro devotissimo

Vincenzo Cardarelli»

 

Vincenzo Cardarelli Pseudonimo di Nazareno Caldarelli. Nato a Corneto (oggi, Tarquinia) nel 1887 e morto a Roma nel 1959. Di modeste origini, trascorre l’infanzia nel paese natale. Nel 1906, avvicinatosi al socialismo, è a Roma dove fa il correttore di bozze e scrive per l’“Avanti!” i suoi primi interventi di critica teatrale. Si sposta a Firenze, dove collabora al “Marzocco” e alla “Voce”. Nel 1916 pubblica Prologhi, in versi e in prosa. A Roma, nel 1919, con Cecchi, Bacchelli, Baldini a altri, fonda la “Ronda”, rivista che entra in polemica con  la “Voce”, promulga il ritorno ad un ideale classico e prende a modello Leopardi. Nel 1920 esce il libro Viaggi nel tempo, ancora un misto di versi e di prosa. La sua maturità letteraria è segnata da Favole e memorie (1925). Tre anni più tardi va in Russia, come inviato del quotidiano “Il Tevere”. Da questa esperienza nasce l’idea di Viaggio di un poeta in Russia, pubblicato nel 1954. Nel 1929 esce Il sole a picco, ancora versi mescolati a prose d’intonazione fortemente lirica, il libro con il quale vince il premio Bagutta, e Parole all’orecchio. In Poesie (1936) raccoglie versi editi ed inediti. Il 1939 è l’anno del libro di viaggi Il cielo sulla città e il 1944 quello di Lettere non spedite. Colpito da paralisi, vive a Roma gli ultimi anni, in scontrosa solitudine. Pubblica nel 1947 le sue memorie, col titolo Solitario in Arcadia e l’anno successivo Villa Tarantola, che gli vale il premio Strega. Critico letterario de “Il Tempo”, dal 1949 al 1955 dirige “La Fiera letteraria”. Escono postume, nel 1974, le sue Lettere d'amore a Sibilla Aleramo.

 

Dossier Alberto Moravia e Lettere di Ada Negri

 

31 dicembre 2002

Il Portale Letterario della Repubblica Letteraria Italiana. www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato sul CD-Rom La Repubblica Letteraria 2002, N. 3 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, 2003

Messo in rete il 19 ottobre 2015

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