Storia della letteratura italiana

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Storia della Letteratura Italiana vol. X, Roma, Salerno Editrice, 2002.

I cultori di italianistica apprezzeranno il volume X della imponente Storia della Letteratura Italiana, pubblicata dalla Salerno Editrice sotto la direzione di Enrico Malato, che è il primo dei cinque previsti, a sussidio e integrazione dei nove volumi di critica letteraria in prospettiva storica che sono stati già pubblicati e che organicamente ripercorrono la civiltà letteraria italiana, dalle origini fino ai giorni nostri. Nel disegno generale dell’opera, che ha ritrovato il senso di una dimensione storica per la nostra letteratura, il volume X mette a fuoco la tradizione dei testi letterari, in particolare la loro trasmissione e edizione, al fine di documentare le forme e i modi in cui le principali opere sono state elaborate, corrette, rifatte, ritoccate, copiate, diffuse. Il problema della autenticità e della correttezza del messaggio che un autore ha voluto trasmettere passa attraverso l’esplorazione dei differenti manoscritti e la comparazione fra edizioni a stampa diverse tra loro, e carica di responsabilità copisti, tipografi, editori e curatori. Tra le dolorose avventure che un testo letterario può affrontare c’è l’intervento della censura: così il Novellino nel Cinquecento fu ampiamente falsato, con inserimento di nuove novelle e il Decameron di Boccaccio ebbe una edizione che rese santi e pii tutti i personaggi. Altre volte accadde che all’autore furono imposte correzioni preventive. Ritocchi linguistici, verso una lingua più italiana, patirono i testi dei poeti della Scuola siciliana; gli scritti di Cavalcanti subirono aggiornamenti linguistici, secondo il tempo della loro edizione; de Il Milione possediamo alcune versioni manoscritte, tutte diverse ma tutte con elementi autentici; la prima edizione de Le ultime lettere di Jacopo Ortis differisce dalla seconda e dalla terza per gli interventi del curatore, mentre Ugo Foscolo era in fuga. Il ricco e agile glossario dei termini filologici, alla fine del volume X, mette anche i non esperti in condizione di gustare pienamente testi che affrontano argomenti molto complessi, come gli scartafacci, cioè i quaderni con appunti autografi, del Canzoniere di Francesco Petrarca.

Discorso intorno al testo di Fuochi fatui di Camillo Sbarbaro

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