Laudato si'. Ecologia, cambiamenti climatici e fame nel mondo

Discorsi di Sergio Mattarella e Enciclica verde di Papa Francesco

Cura della casa comune di Papa Francesco e

Libertà dalla fame = pace di Sergio Mattarella
A cura di Fausta Samaritani

Roma, 6 giugno 2015. 39° Conferenza FAO. Le frasi più significative del discorso del Presidente Sergio Mattarella alla FAO sono qui intervallate a brani di Laudato si' -  Lettera enciclica sulla cura della casa comune di Papa Francesco, pubblicata il 18 giugno. L'Enciclica "verde", in parte ispirata a temi già trattati dal Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I,  tocca molti altri argomenti, soprattutto teologici - che evidentemente non sono presenti nel discorso del Presidente Mattarella - e termina con un manuale d'uso per il perfetto ecologista e con una raccolta di nuove preghiere. Al contrario delle precedenti Encicliche, redatte in Latino, questa odierna è scritta in Italiano. L'Enciclica Laudato si' è un frutto maturo della recente Conferenza Proteggere la terra, mobilitare l'umanità: le dimensioni morali del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile, organizzata dalla Pontificia Accademia di Scienze Sociali. A questa Conferenza ha partecipato, tra il pubblico, il Presidente Mattarella. Frammenti dei due testi di Papa Francesco e di Sergio Mattarella sono qui accostati, senza una stretta logica, che sarebbe stata impossibile. Una mescolanza - un capriccio - che mette in risalto come identica sia la sensibilità all'ambiente, identico l'auspicio alla coesione sociale, nelle parole del Papa e in quelle del nostro Presidente.

Presidente Mattarella: La FAO ha posto le basi di un sistema ove gli Stati possono collaborare proficuamente per perseguire l'obiettivo della libertà dalla fame.


Papa Francesco: Il Beato Paolo VI parlò anche alla FAO della possibilità, «sotto l’effetto di contraccolpi della civiltà industriale, di […] una vera catastrofe ecologica», sottolineando «l’urgenza e la necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’umanità», perché «i progressi scientifici più straordinari, le prodezze tecniche più strabilianti, la crescita economica più prodigiosa, se non sono congiunte ad un autentico progresso sociale e morale, si rivolgono, in definitiva, contro l’uomo».

Presidente Mattarella: E non si tratta, in tutta evidenza, di una questione separata rispetto alle tensioni sociali e alle minacce globali: la fame è causa concorrente o scatenante di violenze e anche di guerre, e contrastarla è una preziosa opera di pace.
E' un delitto trasformare cibo e acqua in strumenti di conflitto. Al contrario, sono testimonianza della indivisibilità del destino dell'umanità.

Papa Francesco: Un problema particolarmente serio è quello della qualità dell’acqua disponibile per i poveri, che provoca molte morti ogni giorno. Fra i poveri sono frequenti le malattie legate all’acqua, incluse quelle causate da microorganismi e da sostanze chimiche. [...] Le falde acquifere in molti luoghi sono minacciate dall’inquinamento che producono alcune attività estrattive, agricole e industriali, soprattutto in Paesi dove mancano una regolamentazione e dei controlli sufficienti... L’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani.  Questo mondo ha un grave debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all’acqua potabile, perché ciò significa negare ad essi il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità. Questo debito si salda in parte con maggiori contributi economici per fornire acqua pulita e servizi di depurazione tra le popolazioni più povere.

Presidente Mattarella: Il diritto al cibo e all'acqua sono iscritti dentro un più ampio diritto alla vita, e sorreggono un'idea di "sicurezza umana" che richiede cooperazione tra Stati, sviluppo sostenibile, riduzione delle disuguaglianze, lotta contro le povertà, impegno contro le alterazioni climatiche, contrasto delle ragioni e delle conseguenze dei disastri naturali, tutela delle biodiversità. Sono parole che oggi significano: pace. Sono la sfida di oggi.

Papa Francesco: L’acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza, perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri e acquatici. [...] L’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita. [Nell'Enciclica] questi temi non vengono mai chiusi o abbandonati, ma anzi costantemente ripresi e arricchiti.

Presidente Mattarella: Quindici anni fa la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite indicava alcuni traguardi ambiziosi: primo fra tutti ridurre della metà, entro il 2015, la povertà estrema e la fame, nella prospettiva di un completo sradicamento della malnutrizione.
Sono lieto di salutare il risultato che verrà celebrato domenica 7 giugno, quando 72 Paesi riceveranno un riconoscimento per aver raggiunto l'obiettivo del dimezzamento del tasso di denutrizione. E' un risultato imponente che premia gli sforzi fatti: nel 1990 il numero degli affamati superava il miliardo di essere umani. Oggi, nonostante l'incremento della popolazione, è diminuito in misura rilevante.
La strada da percorrere rimane tuttavia molto lunga. Non possiamo dimenticare che 800 milioni di persone - inclusi 160 milioni di bambini minori di cinque anni - vivono ancora nella disperazione, non avendo il cibo per nutrirsi. O non avendone a sufficienza per crescere sani e vivere da uomini liberi...
Le disuguaglianze, anche quelle interne, non sono un prezzo necessario per la competizione e la crescita. Al contrario, disuguaglianze ed esclusioni aprono fratture sociali e deprimono le potenzialità di sviluppo. Colpiscono, in particolar modo, proprio la sostenibilità dello sviluppo.

Papa Francesco: Ma oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri.

Presidente Mattarella: Per spezzare il circolo vizioso della povertà e della fame nei Paesi in via di sviluppo è infatti opportuno affiancare, agli indispensabili interventi nel settore agricolo, una riflessione sulle misure più appropriate nel campo della protezione sociale, a partire dal sostegno ai piccoli agricoltori e alle loro famiglie.
Di pari passo, nelle regioni rurali più povere, caratterizzate spesso da un'agricoltura a conduzione familiare, va sostenuta un'equa distribuzione delle terre e un accesso più diretto ai mercati per i prodotti che vengono coltivati.

Papa Francesco: In molte zone, in seguito all’introduzione di queste coltivazioni [cereali transgenici], si constata una concentrazione di terre produttive nelle mani di pochi, dovuta alla «progressiva scomparsa dei piccoli produttori, che, in conseguenza della perdita delle terre coltivate, si sono visti obbligati a ritirarsi dalla produzione diretta». [Commissione Episcopale di Pastorale Sociale dell’Argentina, Una tierra para todos (giugno 2005), 19.] I più fragili tra questi diventano lavoratori precari e molti salariati agricoli finiscono per migrare in miserabili insediamenti urbani. L’estendersi di queste coltivazioni distrugge la complessa trama degli ecosistemi, diminuisce la diversità nella produzione e colpisce il presente o il futuro delle economie regionali.

Presidente Mattarella: Altrettanto cruciale è favorire il rafforzamento del ruolo delle donne, le quali contribuiscono in modo sostanziale ad accrescere la produttività, a ridurre la malnutrizione e a migliorare le condizioni di vita generali.
In molti casi, purtroppo, le donne sono ostacolate nell'accesso a strumenti e tecnologie produttive; incontrano maggiori difficoltà per ottenere credito; subiscono discriminazioni nel campo dell'istruzione. Sconfiggere la povertà e la malnutrizione è possibile. Impegnativo, difficile ma possibile. L'umanità non può rinunciare a questo traguardo. Non ci sarà mai vera pace se permarranno queste disparità. Le nazioni devono far prevalere la solidarietà sull'egoismo. Il dialogo e la cooperazione possono battere il fanatismo e la sopraffazione.

Papa Francesco: Un mondo interdipendente non significa unicamente capire che le conseguenze dannose degli stili di vita, di produzione e di consumo colpiscono tutti, bensì, principalmente, fare in modo che le soluzioni siano proposte a partire da una prospettiva globale e non solo in difesa degli interessi di alcuni Paesi. L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune.

Presidente Mattarella: La solidarietà comincia dal far fronte alle conseguenze dei disastri naturali, resi più frequenti dai mutamenti climatici, e agli effetti delle emergenze create da instabilità e conflitti. La comunità internazionale deve essere pronta ad intervenire efficacemente non solo con misure di assistenza umanitaria, ma anche con progetti che rafforzino, nelle regioni a rischio, la capacità delle popolazioni di prevenire e affrontare le crisi e le calamità. Accanto alla Conferenza di oggi [6 giugno 2015], nella seconda metà del 2015 sono in programma eventi di grande importanza per tutta l'umanità: la Conferenza di luglio ad Addis Abeba sul Finanziamento dello sviluppo, il Vertice ONU di settembre a New York per definire la nuova Agenda dello sviluppo sostenibile, la Conferenza di dicembre a Parigi sui cambiamenti climatici.
La posta in gioco è altissima: tocca alla nostra generazione il compito storico di sconfiggere la fame, tocca a queste classi dirigenti mondiali far crescere, finalmente, la generazione "Fame zero". Se fallissimo, potremmo precludere il successo anche a chi verrà dopo di noi.
Sono convinto che ce la faremo. Ma dobbiamo essere consapevoli che porre fine alla povertà e alla fame, salvaguardare l'ambiente, garantire un futuro alle nuove generazioni, contrastare le esclusioni sociali, richiede una strategia globale. Del resto povertà, diseguaglianze e disoccupazione sono mali che riguardano ogni Paese, indipendentemente dal grado di sviluppo. Sono piaghe che, in diversa misura, affliggono tutti.

Papa Francesco: C’è infatti un vero “debito ecologico”, soprattutto tra il Nord e il Sud, connesso a squilibri commerciali con conseguenze in ambito ecologico, come pure all’uso sproporzionato delle risorse naturali compiuto storicamente da alcuni Paesi.

Presidente Mattarella: Allo stesso modo, problematiche come quelle del clima, della scarsità di risorse naturali, dell'insicurezza alimentare ed energetica hanno conseguenze per tutti, a tutte le latitudini. Il mondo è cambiato e, di fronte a simili sfide, all'azione della comunità internazionale non basta più far riferimento alla vecchia dialettica Nord-Sud. Il mondo interdipendente richiede da ciascuno un di più di responsabilità. La governance globale rischia altrimenti di diventare impossibile. E' tempo di mettere in comune, con intelligenza e solidarietà, le risorse, le esperienze e le conoscenze di tutti, ciascuno secondo le proprie possibilità.

Papa Francesco: Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo...  Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. 

Presidente Mattarella: La persona e il pianeta. Il futuro possibile, invece di un presente che tende a consumarne ogni risorsa.
La nuova agenda deve fondarsi sul rispetto dei diritti umani e deve essere sorretta da uno spirito di collaborazione tra governi, organismi internazionali, imprese private e comunità locali. Non ci sarà pace nel mondo finché non verrà pienamente assicurato il diritto al cibo e all'acqua, finché la battaglia contro la povertà non diventerà una strategia capace di rimuoverne le cause strutturali. Occorre un modello di sviluppo umano inclusivo, che riconosca l'importanza dei valori di equità e uguaglianza e che promuova economie sostenibili.

Papa Francesco: Nelle condizioni attuali della società mondiale, dove si riscontrano tante inequità e sono sempre più numerose le persone che vengono scartate, private dei diritti umani fondamentali, il principio del bene comune si trasforma immediatamente, come logica e ineludibile conseguenza, in un appello alla solidarietà e in una opzione preferenziale per i più poveri.

Presidente Mattarella: La sostenibilità non è decrescita: la sostenibilità è, al contrario, la nuova frontiera dell'innovazione sulla base di una maggiore equità sociale, territoriale e generazionale. Lo sviluppo sostenibile è anche la strada maestra per affrontare alla radice l'emergenza dei flussi migratori che oggi, nel Mediterraneo, costituiscono un dramma umano senza precedenti.

Papa Francesco: I cambiamenti climatici danno origine a migrazioni di animali e vegetali che non sempre possono adattarsi, e questo a sua volta intacca le risorse produttive dei più poveri, i quali pure si vedono obbligati a migrare con grande incertezza sul futuro della loro vita e dei loro figli. E’ tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo. La mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile.

Presidente Mattarella: Al dovere morale di salvare vite umane, all'impegno di accogliere coloro che gridano aiuto, alla giusta lotta contro trafficanti di esseri umani e criminali senza scrupoli, tutta l'Europa deve saper aggiungere una strategia che rafforzi la cooperazione con i Paesi di origine e di transito, in modo da favorire la loro crescita economica e sociale.
Soltanto contribuendo a migliorare le condizioni di vita di chi oggi fugge da guerre, persecuzioni o carestie sarà possibile contenere le dimensioni di un problema epocale, con il quale dovremo convivere a lungo. Senza cooperazione tra Paesi e tra Continenti ogni barriera diventerà insicura e finirà per alimentare ulteriormente odii e fanatismi... La Terra, se non correggeremo l'inerzia di questi anni, può perdere funzioni vitali. Il nostro destino non è scontato. Tocca a noi determinarlo. Saremo giudicati per la pace che costruiremo o che negheremo.

Il Presidente Sergio Mattarella aveva parlato il giorno precedente - 5 giugno - all’EXPO di Milano. Anche i punti salienti di quel suo discorso sono qui riportati, intervallati a brani della Lettera enciclica "verde" di Papa Francesco. Il confronto tra i due testi è sorprendente. L'uomo politico e il sacerdote hanno poco in comune, tranne la condivisione della fede in Cristo e l'essersi formati al tempo del Concilio Vaticano II. Il primo, siciliano doc, è cresciuto nell'Azione Cattolica; il secondo, di famiglia piemontese trapiantata in Argentina, è stato istruito dai Gesuiti. Ognuno di loro ha scelto la sua strada, vivendo e operando in due diversi Continenti. Oggi sono a Roma, l'uno al Quirinale, l'altro in Vaticano. In questa Roma - ferita, offesa, tradita da recenti scandali. Si sono incontrati di persona una sola volta. La cronaca racconta che hanno parlato, faccia a faccia, per 23 minuti.


Presidente Mattarella: Il cibo è un grande patrimonio culturale. Il modo con cui coltiviamo la terra, ci procuriamo il cibo, lo distribuiamo, lo consumiamo definiscono le forme della nostra vita comune e disegnano persino il paesaggio. L'obiettivo di cancellare definitivamente la fame e la denutrizione dal mondo ci impone un salto nei rapporti politici, nell'organizzazione sociale, nella produzione industriale e agricola. [...]
Senza una grande motivazione ideale, senza una condivisione, non riusciremo a contrastare la povertà, non porremo argini al cambiamento climatico, non rispetteremo le biodiversità che arricchiscono e immettono energie vitali nel pianeta.


Papa Francesco: Vorrei osservare che spesso non si ha chiara consapevolezza dei problemi che colpiscono particolarmente gli esclusi. Essi sono la maggior parte del pianeta, miliardi di persone. Oggi sono menzionati nei dibattiti politici ed economici internazionali, ma per lo più sembra che i loro problemi si pongano come un’appendice, come una questione che si aggiunga quasi per obbligo o in maniera periferica, se non li si considera un mero danno collaterale. Di fatto, al momento dell’attuazione concreta, rimangono frequentemente all’ultimo posto.


Presidente Mattarella: Il consumo responsabile e l'affermazione del diritto al cibo riguardano le politiche degli Stati, ma non solo queste. La sfida comincia da noi cittadini.
Abbiamo la facoltà di scegliere, e dunque premiare, beni prodotti in maniera rispettosa dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente. Da consumatori possiamo giocare un ruolo attivo, condizionando il mercato e non essendone soltanto condizionati. Così il patto di cittadinanza si arricchisce ulteriormente.
[...] E tra i nostri doveri c'è quello di ridurre gli sprechi. Non è tollerabile che ogni anno più di un miliardo di tonnellate di cibo si disperdano lungo la filiera alimentare. E' possibile fare in modo che i prodotti invenduti, in prossimità della scadenza, vengano distribuiti tra chi ha bisogno e non ha reddito sufficiente. Lo spreco è un insulto alla società, al bene comune, all'economia del nostro come di ogni Paese. Alcuni progetti di solidarietà stanno dando risultati positivi. Occorre estenderli, valutando come intervenire con strumenti legislativi di sostegno... L'economia del futuro sarà più circolare. Occorre aumentare l'efficacia del processo produttivo facendo di più con meno, incentivando il ri-uso, riducendo gli scarti, l'impatto ambientale, le emissioni di gas serra, aumentando le quote di energia rinnovabile.
Questa prospettiva è tutt'altro che una rassegnata decrescita. Al contrario, questa è la sfida che sta già cambiando i mercati. Sfida industriale, sociale, scientifica. La green economy è fin d'ora un vettore importante del Pil italiano ed europeo. Lo sarà sempre di più. La qualità europea è chiamata a misurarsi in questa competizione, perché sarà decisiva al fine di rilanciare il modello sociale del Continente e di dare un contributo importante al mondo intero nel secolo da poco iniziato.


Papa Francesco: C’è da considerare anche l’inquinamento prodotto dai rifiuti, compresi quelli pericolosi presenti in diversi ambienti. Si producono centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, molti dei quali non biodegradabili: rifiuti domestici e commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici, elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici e radioattivi. La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici utilizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si verifica anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. [...]
Sappiamo che si spreca approssimativamente un terzo degli alimenti che si producono, e «il cibo che si butta via è come se lo si rubasse dalla mensa del povero». [Catechesi (5 giugno 2013): Insegnamenti 1/1 (2013), 280.]

Presidente Mattarella: Oggi circa 750 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile. È un dato intollerabile.
Se non saremo capaci di modificare le produzioni agricole scegliendo tra quelle a minor consumo d'acqua, in Italia come negli altri Paesi; se non saremo capaci di cambiare le abitudini e le tecniche di consumo, specie nei Paesi industriali; se non saremo capaci di correggere i meccanismi di accumulo e distribuzione, fra dieci anni, più della metà della popolazione mondiale rischierà di vivere un grave stress idrico. La lotta alla povertà è oggi, ancor più che nel passato, condizione di sicurezza del genere umano e della Terra. E' il nome nuovo della pace.


Papa Francesco: Una maggiore scarsità di acqua provocherà l’aumento del costo degli alimenti e di vari prodotti che dipendono dal suo uso. Alcuni studi hanno segnalato il rischio di subire un’acuta scarsità di acqua entro pochi decenni se non si agisce con urgenza. Gli impatti ambientali potrebbero colpire miliardi di persone, e d’altra parte è prevedibile che il controllo dell’acqua da parte di grandi imprese mondiali si trasformi in una delle principali fonti di conflitto di questo secolo.


Presidente Mattarella: La povertà genera carestie. Che alimentano gli odi e le guerre. Che desertificano le società e i territori. Cibo ed acqua non possono essere considerate risorse strategiche destinate ad alimentare contenziosi bilaterali nei fori internazionali. Al contrario, come i territori che li producono, sono testimonianza della indivisibilità del destino dell'umanità.
La pace è possibile. E' nelle nostre mani. Ciò che non possiamo pensare è che la pace si imponga con le armi, nella sopraffazione, nell'esclusione, nello scarto. Ne abbiamo avuto prove storiche e ne abbiamo, oggi, prove quotidiane.
Le guerre, il terrore, l'estremismo ideologico e religioso, le carestie e i disastri naturali spingono centinaia di migliaia di uomini a migrazioni di inedite dimensioni. Dobbiamo affrontarle con saggezza e umanità. Accogliendo chi ne fugge. Salvando chi grida aiuto. Combattendo chi lucra sulla disperazione. Stroncando i traffici indegni. Ma soprattutto puntando sulla cooperazione, sullo sviluppo equilibrato degli altri Paesi, sulla riduzione delle diseguaglianze stridenti che oggi rendono instabile il mondo.


Papa Francesco: Bisogna rafforzare la consapevolezza che siamo una sola famiglia umana. Non ci sono frontiere e barriere politiche o sociali che ci permettano di isolarci, e per ciò stesso non c’è nemmeno spazio per la globalizzazione dell’indifferenza.


Presidente Mattarella: Il cibo e l'acqua per tutti, lo sviluppo sostenibile, la biodiversità, il superamento dell'economia dello spreco sono più di un dovere morale. Sono una prova di intelligenza. Se non saremo capaci di guardare oltre il breve periodo, ruberemo il futuro ai nostri figli.

(A cura di Fausta Samaritani)
18 giugno 2015 Con correzioni e aggiunte

Il Portale Letterario della Repubblica Letteraria Italiana www.repubblicaletteraria.it

Sergio Mattarella e il significato della parola libro Un Papa laico al Quirinale Visita di Stato in Tunisi Sergio Mattarella, al Quirinale, per la Festa della Repubblica 2015 Il Presidente Mattarella nell'Aula bunker dell'Ucciardone Il Presidente Mattarella interviene al Forum Ambrosetti

Discorso di insediamento del Presidente Sergio Mattarella

Aggiunta 20 giugno 2015:

La nuova enciclica Laudato si' di Papa Francesco - ha scritto il 18 giugno il Presidente Sergio Mattarella - è un documento di altissimo valore morale e di straordinario interesse culturale e sociale.
In un momento in cui il dibattito mondiale ha difficoltà a uscire dagli angusti spazi degli interessi nazionali, l'enciclica ci fa entrare nella dimensione autentica della globalizzazione, in un'ottica di interdipendenza e di solidarietà tra i popoli e gli Stati. Il pensiero di Papa Francesco offre una visione integrale della questione ecologica. Guarda lontano, al futuro delle prossime generazioni e alla stessa sopravvivenza della Terra, "casa comune" di tutti gli uomini. Si tratta di un contributo indirizzato a tutti, credenti e non credenti, che è molto impegnativo soprattutto per chi ha responsabilità politiche, economiche e sociali.

Aggiunta 26 agosto 2015

Papa Francesco annuncia di aderire alla iniziativa della Chiesa ortodossa a una Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato -1° settembre 2015 - al fine di superare la grave crisi ecologica che grava sul nostro pianeta.

Aggiunta 16 ottobre 2015

Milano, 16 ottobre 2015. EXPO. Giornata Mondiale dell' Alimentazione. Il Presidente Mattarella ha detto:

Nutrire il pianeta è la sfida epocale che abbiamo davanti, ed è un ideale oggi inseparabile dalla parola "pace". [...] La Generazione "Fame Zero" sta per nascere e noi vogliamo accoglierla. Cibo e acqua sono lingua universale dei popoli. Cibi diversi, ecosistemi diversi, che vanno preservati e valorizzati. Il linguaggio di un'alimentazione sana e responsabile può e deve finalmente diventare la base comune di una nuova civiltà. [...] Scelte unilaterali non portano al progresso e alla pace. Il diritto internazionale invece è una risorsa, da custodire e implementare: questa risorsa aiuterà anche le nuove idee e i nuovi protagonisti che si cimenteranno per realizzare entro il 2030 l'obiettivo di uno sviluppo equo, solidale e sostenibile.