Il Presidente della Repubblica e il 2 giugno 2015

Sergio Mattarella al Quirinale per la Festa della Repubblica 2015

Sergio Mattarella, al Quirinale, per la Festa della Repubblica 2015

Note di Fausta Samaritani

1 giugno 2015. Al Quirinale iniziano i festeggiamenti per il 69° compleanno della Repubblica Italiana. Concerto nel Salone dei Corazzieri, alla presenza degli ambasciatori. Il Maestro Riccardo Muti dirige l’orchestra. Del discorso del Presidente Mattarella citiamo la frase che maggiormente ha colpito la stampa: La dialettica, anche acuta, le discussioni tra opinioni diverse, sono preziose. Ma le liti esasperate creano sfiducia, contribuiscono insieme ad altri fattori ad allontanare dalla partecipazione i cittadini, e senza un'adeguata partecipazione e coinvolgimento dei cittadini la democrazia si impoverisce molto. Il termometro politico è al massimo. Il 31 maggio si sono svolte le elezioni amministrative, in sette Regioni. Rispetto alle precedenti amministrative, del 2010, si è registrato un calo dei votanti di dieci punti percentuali. Una polemica aspra ha coinvolto Rosy Bindi, Presidente della Commissione Interministeriale Antimafia, e il nuovo eletto Governatore della Campania Vincenzo De Luca, del Pd, il quale ha annunciato querela, per diffamazione, contro la Bindi. Invece di querelare la mafia, si querela l’Antimafia.

Nel pomeriggio, i giardini del Quirinale sono aperti ai Vip. Il rinfresco è preparato dagli allievi di quattro scuole alberghiere. Si brinda a prosecco. Foto ricordo sul prato: i cuochi, insieme al Presidente Mattarella. La stampa rileva un corteo di auto blu che ingombrano Piazza del Quirinale. Gli ospiti sono esponenti della politica, dell’informazione, dell’industria, della cultura, dello spettacolo. Non sfuggono agli attenti osservatori le scarpette rosse, tacco 12, della Ministro Maria Elena Boschi e la cravatta fiorata di Arbore. Il sindaco Marino, che arriva in bici, non fa notizia; la Pivetti bionda platinata, si. Lilli Gruber, in chiodo di pelle, pantaloni di pelle attillatissimi, sandali borchiati su zeppe, smalto nero anche alle unghie dei piedi. Il Presidente Mattarella, con la figlia, attende gli invitati sul terrazzo ombreggiato della Coffee-House. Questo elegante e luminoso edificio neoclassico, di contenute dimensioni, realizzato a metà Settecento su disegno di Ferdinando Fuga, ha un portico centrale chiuso da vetrate e fiancheggiato da due salette laterali. Dietro le vetrate si intravedono tavolini e poltroncine, ma non i dipinti di Paolo Panini e di Pompeo Batoni. In fila, per piacere! C'è un'attesa di un’ora e un quarto, per parlare con il Presidente. Sergio Mattarella incontra Lino Banfi: tra nonni ci si intende. Confiderà, il giorno dopo, Lorenzo Jovanotti (cito a braccio): Il Presidente mi ha chiesto che ne pensano i giovani di questa vecchia Repubblica che compie 69 anni. Gli ho risposto che non mi sembra vecchia, anzi è giovane. Prima i Palazzi erano chiusi, quasi ingessati, ora tutto è più fluido, visibile.

2 giugno, Festa della Repubblica. Come da copione, il Presidente Mattarella depone una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto. Un giornalista chiede qualcosa a Renzi che risponde: Oggi è la Festa della Repubblica e parla solo il Presidente. Sfilata ai Fori Imperiali, con soldati in divisa della Grande Guerra. Passano due volte le Frecce Tricolori. Intorno alle 13 i cittadini comuni si mettono in fila, per entrare nei giardini del Quirinale. Un percorso di quasi due ore, in parte sotto il sole. Si attendono 18 mila visitatori, ma alla fine se ne conteranno 20.700. Su Piazza del Quirinale la fila entra in un largo serpentone, delimitato da transenne. Dietro alla fontana dei Dioscuri sostano due ambulanze e c’è il gazebo della Protezione Civile. I carabinieri distribuiscono gratuitamente 6.000 bottigliette di acqua minerale, con precedenza ai bambini e agli anziani. Chi accompagna un bimbo piccolo, salta la fila. Entrano senza fare fila intere famiglie: genitori, nonni, bambini su passeggini. Entrano invalidi in carrozzella, mentre un popolo misto, in fila, aspetta con pazienza. Dopo il portone, ancora uno stop, per passare attraverso il metal-detector. Non è richiesto un documento: nessuno sa chi entra quel giorno al Quirinale. Finalmente, nel grande Cortile d’Onore. Si scatta la prima foto. Il cortile è già nell’ombra; ma dalla grande vetrata del Torrino, spalancata, entra la luce dorata del giorno. Le due Lancia Flaminia blu, anno 1961, appartenenti alla Presidenza della Repubblica, sono parcheggiate, con le loro bandierine. Il sole è calante. La seconda foto. Oltre il Torrino si apre una larga terrazza, ornata da statue allegoriche e affacciata su Roma. Opprime la città una coltre grigiastra di polveri sottili. Due corazzieri in alta divisa. La terza foto ricordo: corazzieri più bambini.

Serpentone di visitatori su Piazza del Quirinale

A destra, la spianata quadrata dell'eliporto. Dietro l’angolo del fabbricato il terrazzo prosegue, delimitato da una balaustra in travertino, decorata da elementi a forma piramidale; ma la parte finale di questo terrazzo è sbarrata al pubblico: si saprà poi il perché. Pochi passi e si accede al giardino all’italiana. Personale del Quirinale, corazzieri non in divisa e tanta, tanta gente. In mezzo al prato, la meraviglia della meridiana del Borromini, a quattro facce concave. Protetta su un lato da una fitta siepe di lauroceraso, suona la banda della Guardia di Finanza. Il primo giardino ha la forma di un trapezio, chiuso su un lato da una gigantesca quinta composita - leccio, alloro, bosso - tagliata a siepe, una barriera alta sette metri e larga quattro. Un monumento verde che ha 400 anni di vita. Su un lato minore, la Coffee-House, oggi non visitabile. Al centro spicca il candore della Fontana delle Bagnanti, con sculture settecentesche provenienti dalla Reggia di Caserta. Il siepone ha aperture che introducono al secondo giardino - il Viale delle Palme - rettangolare, spartito in dodici grandi aiuole geometriche da vialetti larghi un paio di metri. Al centro zampilla l’acqua dentro una larga vasca circolare. Immense Cycas, altissime Phoenix, la maestosa Sabal umbraculifera e la rara Trithrinax brasiliensis. Delicate rose rampicanti abbracciano i tronchi nudi delle palme centenarie. La Rosa bourboniana ha colori pastello e petali vellutati. La Rosa Mermaid, l'unico ibrido della cinese Rosa bracteata, emana un delicato aroma e apre i calici a fiore semplice, color cremisi sfumato.

Una piccola folla si addensa ai lati del vialetto centrale del Viale delle Palme, una sorta di decumano. La fila piega poi ad angolo e si ferma davanti al secondo siepone che delimita a Est il Viale della Palme. Da lì, ora spunta Sergio - dice un signore, indicando il varco nel siepone. Vedi, già scattano foto. Eccolo, il Presidente, circondato dal servizio d’ordine e accompagnato dal Segretario generale Ugo Zampetti e dal Capo del Cerimoniale. Non si allontaneranno da lui, di un metro. Il Presidente Mattarella percorre il vialetto a zig-zag, perché, dopo pochi metri da un lato, lo reclamano dall’altra parte. Dà la mano ai più vicini, sorride ininterrottamente. Dice: Grazie! e Auguri! Saluta con la destra, ma una signora arriva a stringerli la sinistra. Il Presidente guarda un attimo quella sua mano, poi cambia strategia e saluta stringendo mani, con entrambe le sue mani: così si contentano più persone. Grazie, Presidente. Salvi l'Italia! Più lavoro! Viva la Repubblica! Una signora anziana chiede a una vicina: E intelligente? Le risponde l'altra: Si. Sorride, contenta: E' meridionale, come me. Che Dio ce lo conservi! Un’altra signora: Un uomo semplice. Ha sofferto tanto, come noi. In prima fila hanno messo i bambini, che Mattarella saluta poggiando le dita su una loro spalla, poi hanno spinto le donne - madri, nonne, zie, sorelle maggiori - dietro sono rimasti gli uomini. Lungo il vialetto la folla aumenta. Una ragazza commenta: Com'è pallido! Non lo portano mai al mare? Mattarella stringe mani e sorride. Accenna alle bandierine, agitate dai bambini. Un’altra ragazza, ridendo: Fa tutto come Papa Francesco! Al primo siepone il piccolo corteo si ferma e Sergio Mattarella riposa protetto dagli sguardi, nel varco del siepone. Entra nel primo giardino, dove la folla è più numerosa. Il percorso del Presidente rallenta. Una signora è seduta sul prato, stanca. Una mamma ninna un suo bimbo, mentre l’altro gemello dorme già, nella carrozzina a due posti. Non un frammento di carta, negletto in terra. Mattarella è in piedi di fronte alla Banda della Guardia di Finanza. Fratelli d'Italia e canta tutto il giardino. Poi, il Presidente scompare.

Chi è più vicino alla balaustra del terrazzo ha notato che al centro del terrazzo c’è un microfono. Parlerà? Sergio Mattarella ha girato dietro la siepe che nasconde la Banda e ora va verso il microfono. Ma, lo richiamano e egli si affaccia alla balaustra per salutare, per stringere ancora mani, con tutte e due le sue mani. Fate piano, così lo tirate giù! - dice un signore. Ma egli sorride, sempre. Un gruppetto di signore gli grida: Presidente, Viva Palermo! Mattarella le guarda. La sua risposta, sussurrata, si legge sul labiale: Si, Viva Palermo! Ora, accade una cosa strana, che solo chi è davanti alla balaustra può notare. Il Presidente è in piedi, al microfono, ma dà le spalle al pubblico. Il sole è basso e se Mattarella si girasse verso il pubblico il suo viso cadrebbe in ombra. Così la regia del Quirinale gli fa volgere le spalle alla gente. Il Presidente ha camminato per i viali e ha le scarpe velate di polvere bianca. Se vuole stare in mezzo alla gente, deve impolverarsi le scarpe e, in caso di alluvione, inzaccherarle di fango.

Di fronte al Presidente hanno piazzato le telecamere e sotto le telecamere ci sono i giornalisti. Riconoscibili, perché tra loro, in abito bianco, c’è Federica Mango, la quirinalista. Dice un signore: Noi lo abbiamo fatto ridere. Mo', 'sti corvi neri je chiedono della Rosy Bindi e je rovinano la serata!

Benvenuti a tutti! Chi passeggia sul prato si ferma, perché ha riconosciuto la voce del Presidente Mattarella. Benvenuto è il saluto usuale, che Sergio Mattarella rivolge a tutti quelli che entrano nel Palazzo del Quirinale, siano essi anche Capi di Stato. Egli prosegue, a braccio: Sono lieto di poter dire che, a partire dal 23 giugno, il Quirinale sarà aperto alle visite, ogni giorno, tranne il lunedì e il giovedì. E' un'apertura del Palazzo che prosegue le linee, scelte già dai miei predecessori, che rendono questo Palazzo, ancora più concretamente, così come è la sua natura, il Palazzo degli Italiani... Ha accompagnato la storia d'Italia e continuerà ad accompagnarla. [...] E' un Palazzo vivo, attivo, compatibile con una visibilità maggiore, per i nostri concittadini... Sono stati liberati numerosi ambienti - che prima erano uffici - per attività museali, per mostre permanenti e temporanee. Ringrazio la struttura amministrativa del Quirinale che, con impegno, ha messo a punto la possibilità di questa scelta. (Quindi, Il Presidente apre le porte del Quirinale, con nuovi percorsi museali. Le 1.200 stanze del Palazzo gli stanno larghe e le divide coi visitatori.)

Dietro le telecamere, Federica Mango prende appunti sul suo taccuino. Sarebbe stato facilissimo, per l’Ufficio Stampa del Quirinale, distribuire un foglietto informativo, con date di apertura, percorsi museali, costo del biglietto, ecc. Il Presidente ha scelto invece di dare egli stesso l’annuncio e tutte le istruzioni per l'uso. Precisa che ci saranno due possibilità, una più completa dell’altra, che le guide saranno volontari del Touring Club e studenti dell’Università La Sapienza, che si potrà prenotare via Internet con un piccolo ticket, che saranno aperte al pubblico sale oggi escluse dalla visita. E’ un discorso, per certi versi, stupefacente. Gli ascoltatori probabilmente si aspettavano qualche frase, un po’ retorica, sulla Festa della Repubblica. Invece, il breve discorso di Mattarella è un notiziario su orari e itinerari di visita del Quirinale. Sergio Mattarella ha finito di parlare. Gli gridano: Grazie, Presidente! Egli si avvicina ora al gruppetto dei giornalisti che lo stringono in cerchio. Scompare dalla vista degli spettatori. A sera, sul sito del Quirinale, ci sarà un video con una risposta di Mattarella ai giornalisti; ma senza la domanda. Il 3 giugno, a sorpresa, il video con la risposta ai giornalisti scomparirà dal sito del Quirinale. E’ possibile recuperare, dai giornali, due frasi di Mattarella: Il confronto parlamentare - ha detto il Presidente - è un momento alto, che si esprime ai livelli più alti quando è sereno, composto e corretto. Questo non toglie nulla alla vivacità delle posizioni politiche, alla profondità dei consensi e dei dissensi. Alla domanda sulle riforme, ha così risposto: Il percorso riformatore è intenso ed è all'esame del Parlamento e sarà il Parlamento a scegliere tempi e contenuti di questo percorso. Frasi vaghe, molto diplomatiche, che non hanno riferimento stringente con l’attualità. Pochi minuti e il gruppetto dei giornalisti si dilata. Il Presidente Mattarella è rientrato a Palazzo, passando da una porta-finestra. Sul terrazzo resta il suo Segretario generale Ugo Zampetti, a riposarsi su una sedia. Gli fanno corona i giornalisti, ma egli non ha voglia di parlare. Anche questa Festa è andata, senza problemi. La sera non è ancora bambina e nessuno vorrebbe lasciare il giardino.

Sergio Mattarella tra i giornalisti

69 anni fa, in questo giorno, Sergio Mattarella aveva poco meno di cinque anni. Sua madre Maria si recò a votare, per la prima volta nella sua vita; la prima volta, come tutte le italiane che si recarono ai seggi, per elezioni politiche (c’erano state, a partire dal 10 marzo 1946 e per cinque domeniche, elezioni amministrative in 6.000 Comuni). Le consegnarono due schede: una per il referendum Monarchia/Repubblica, l’altra per i deputati e le deputate da eleggere all'Assemblea Costituente. Certamente avrà votato per la Repubblica e per suo marito Bernardo, come deputato alla Costituente. E Bernardo avrà votato per la Repubblica e per se stesso, come deputato alla Costituente. Quel giorno vinse la Repubblica e, di conseguenza, Re Umberto II abbandonò il Quirinale. Bernardo Mattarella, con 38.764 voti, fu eletto alla Costituente e fu così tra i Padri della Patria.

L'alba della nostra Repubblica si manifestò lo stesso giorno, in cui una nuova alba segnò per sempre il bambino Sergio Mattarella. Tutto quello che egli fece - come professore universitario, deputato, Ministro della Repubblica, Giudice Costituzionale - tutto ciò che oggi fa, come Presidente della Repubblica, parte da quel giorno. Si muove sulla scia dell’appello di don Luigi Sturzo: Ai liberi e forti. Al tempo del pontificato di Papa Giovanni, era il responsabile per il Movimento Studentesco maschile laziale dell’Azione Cattolica e era vicino a don Filippo Gentiloni, zio dell’attuale Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e anche a don Luigi Di Liegro, il compianto ideatore e direttore della Caritas romana. Sergio Mattarella ha ricordato quegli anni, perché: hanno disegnato il mio senso della vita e la mia fisionomia come persona. E’ immune da ansia di visibilità, è lontano dalla politica personalizzata colorata urlata. Ha sempre cercato la mediazione e il dialogo con l’avversario politico. Ha equilibrio e moderazione nella parola e senso delle Istituzioni. La sua vocazione odierna è spingere la politica estera in direzione della collaborazione tra le nazioni, per un futuro più equo, per tutti. Ci ricorda sempre che fame, sete e privazione della libertà sono le cause scatenanti dei flussi migratori incontrollati, del terrorismo, delle guerre.

E' il primo Presidente della nostra Repubblica che non ebbe parte attiva durante l'ultima guerra: era troppo piccolo anche per ricordarla e non ne fu segnato. Ma la sua educazione e formazione furono in linea con le conseguenze di quel 2 giugno 1946. Ha scelto di chiudere la giornata del 2 giugno 2015 con il suo primo bagno, da Presidente, in mezzo a una folla indistinta. Perché si è limitato a parlare dei nuovi orari e itinerari, per la visita del Quirinale? Azzardo due risposte: perché 20.700 suoi concittadini erano entrati quel pomeriggio nel giardino di questo Palazzo - il loro Palazzo - e egli aveva spalancato loro la porta e organizzato l’accoglienza: era quindi necessario fornire tutte le indicazioni, in caso volessero tornare e conoscere anche gli interni del Quirinale, il Palazzo degli Italiani. Perché era commosso dall’abbraccio dei suoi concittadini; ma, di sua natura, troppo riservato e timido per manifestare con le parole la sua commozione.

(Note di Fausta Samaritani)

4 giugno 2015 Con correzioni e aggiunte

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Aggiunta 5 luglio 2015:

In visita al Palazzo, alle Scuderie con le carrozze, al giardino del Quirinale. Sul sito della Presidenza della Repubblica ci sono servizi fotografici e ampie descrizioni dei vari ambienti, interni e esterni. Qualche considerazione sulle salette, al piano terreno, dedicate ai 12 Presidenti della Repubblica. Vi è esposto l'originale della nostra Costituzione, aperto all'ultima pagina, dove sono le firme di Terracini, De Gasperi e De Nicola. C'è una agenda personale del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, da lui donata: è aperta al 13 maggio 1999, giorno della sua elezione. La scrittura è nitida chiara ordinata. Annota il 14 di aver ricevuto gli auguri dal Papa, cui risponderà in privato. Per ogni Presidente c'è un pannello con alcune foto che riguardano i giorni del suo mandato. Il Presidente Mattarella ha scelto, come prima foto, una immagine del suo "bagno di folla", nei giardini del Quirinale, il 2 giugno Festa della Repubblica. E' ritratto anche all'interno del Quirinale, nella Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo (2 aprile), insieme a Marco che gli ha appena donato una delicata piccola icona, da lui dipinta su fondo oro, con la Madonnina e il Bambino. Marco, un ragazzone alto due metri, in atto di grande affetto - quasi in segno di protezione - appoggia un braccio sulle spalle del Presidente.