La stagione preromantica europea 2001

di Vincenzo Laforgia

Fu il Romanticismo una corrente di cultura e di gusto così estesa, varia e complessa, che la critica ha dovuto non solo distinguerne gli aspetti e le linee secondo nette caratteristiche nazionali (Romanticismo tedesco, francese, scandinavo, italiano), ma lo ha anche periodizzato, individuando una fase di premessa e preannuncio, e dividendo quindi il Romanticismo in "primo", "secondo" o Arcadia romantica, "terzo" o Decadentismo. Il movimento romantico ebbe avvio nella seconda metà del Settecento, in seno alla cultura illuministica; ma i critici non sono concordi nel ritenerlo un fatto interno alla cultura illuministica. Nella critica europea più recentemente si è formato il concetto di "Preromanticismo" come fenomeno a sé stante e che indica un primo consapevole contrasto alla ragione illuministica, livellatrice e universalistica, in nome del sentimento e della individualità geniale. La questione è intricata e ricca di sfumature. Giuseppe Petronio ha considerato il termine Preromanticismo assai pericoloso ed ambiguo, come quello che rischia di falsare la fisionomia tanto di quell’età, quanto dell’età romantica che segue.

Tenuto conto della estrema complessità dell’Illuminismo, considerato che all’interno e nell’ambito della stessa cultura illuministica si diffusero atteggiamenti nuovi di sensibilità e di gusto; che gli scrittori dell’ultimo Settecento, risentendo di tanta diversità di tendenze parallele e non di rado in modo ibrido intrecciate, si disposero all’ascolto di voci ed esigenze diverse e talora contrastanti, possiamo considerare il Preromanticismo come il protendersi dell’ultimo Illuminismo verso movenze nuove che si riveleranno costitutive del Romanticismo. Si manifesta nella seconda metà del Settecento, complicata con il resistente razionalismo e con il sensismo _ che costituirà il sostrato speculativo del mondo poetico di Ugo Foscolo e di Giacomo Leopardi _una vistosa e diffusa inclinazione ad interpretare e a sentire in maniera nuova la vita e l’arte; una particolare attenzione ai moti dell’animo, premessa efficacissima all’aperta rivolta contro il razionalismo; una ribellione al classicismo e ai suoi precetti, anticipazione del culto esasperato dell’inquieto, del passionale, del dinamico, dell’immediato; una asserzione dell’individualismo, una riscoperta dei valori religiosi, una commozione per certi particolari aspetti della natura. Piuttosto che cercare la più esatta definizione del fenomeno (ultimo aspetto dell’Illuminismo, cioè evoluzione della "sensiblerie" attraverso la diffusione, la conoscenza e l’assimilazione di Jean-Jacques Rousseau; oppure fase iniziale di una nuova cultura, avulsa dal contesto illuministico e consapevolmente opposta a quello), ci preme riconoscere il fermento e le dimensioni di un gusto nuovo nella società arcadico-illuministica e la delineazione di una più vibratile sensibilità. Preannunciatore del Romanticismo, Jean Jacques Rousseau, contro la ragione e la cultura, aveva esaltato l’abbandono alla natura; contro la riflessione, aveva esaltato il sentimento e la fantasia; contro la negazione filosofica della religione, il contatto immediato ed estatico con Dio in seno alla natura.

In Inghilterra

Una chiara espressione del nuovo fermento culturale, che per convenzione diremo Preromanticismo, ci viene dall’Inghilterra. Nel romanzo di Daniel Defoe Robinson Crusoe è palese il culto dell’individualità, nell’eroe che attinge la sua verità al contatto diretto con la natura (e l’individualismo sarà uno degli elementi distintivi e caratterizzanti del Romanticismo). In Inghilterra si sviluppa una poesia che indulge al senso del dolore e si compiace di spettacoli cimiteriali: vedi le Notti di Edward Young e l’Elegia scritta in un cimitero campestre di Thomas Gray, celebrante la fraternità che lega i viventi ai morti. E James Macpherson immagina di raccogliere i canti di Ossian, che sono prose intorno ad antiche leggende irlandesi. Questi canti, nei quali è un senso di tristezza, orrore del paesaggio cupo e desolato, compiacimento per le nebbie e i chiarori lunari, Macpherson li attribuiva ad Ossian, figlio di Fingal, un bardo della Scozia preromana. Inglese è anche Samule Richardson, conosciuto ed apprezzato in Europa per romanzi di intonazione sentimentale. Egli esamina l’amore in fanciulle come Pamela e Clarissa, mettendo a nudo il cuore umano nei suoi affetti medi e quotidiani, per così dire, nei quali meglio poteva riconoscersi la società borghese. Può dare la misura della diffusione di questa narrativa, che fu ritenuta realistica, il fatto che Carlo Goldoni costruiva su un personaggio di Richardson due commedie e che Denis Diderot in Francia inneggiava a quei romanzi e che altri li traducevano e li rifacevano.

In Francia

Rimasta più a lungo di ogni altra nazione sotto l’influenza del razionalismo illuministico, in Francia la partecipazione al nuovo gusto e alla nuova sensibilità fu meno estesa che altrove, non per questo meno profonda. Rousseau sosteneva una sua lotta contro le convenzioni, indicava come necessarie alcune innovazioni nel campo della religione, preparava, con il suo insistente interesse alla psicologia, l’avvento dello psicologismo romantico. Altri preannunci del Romanticismo sono in Bernardin de Saint-Pierre con il romanzo sentimentale Paolo e Virgina e in Galland che traduce, rielaborandone il testo, una parte delle Mille e una notte, alle quali dà il titolo Novelle arabe.

In Italia

Oltre che in Vittorio Alfieri (individualismo, passionalità, religione dell’eroe) e in Giuseppe Parini (senso della Nazione che improvvisamente traspare in alcuni passi de Il Giorno) in Italia il preannuncio di certe esigenze, veramente e propriamente romantiche, è in una larga schiera di illuministi lombardi che aspirano ad un’arte immediata, ad un linguaggio fatto di cose e che condannano i precetti di una retorica tradizionale. Un preannuncio imponente e in Giuseppe Baretti che, pur legato a certi schemi morali del passato, fa sentire il gusto di una polemica, sia pure non sempre serena, contro mode e regole statiche. Nei suoi Discours sur Shakespeare et sur Monsieur de Voltaire sostiene che, come nel tragico inglese, talvolta l’arte nasce dalla eliminazione delle regole tradizionali, e respinge quindi le unità aristoteliche nella drammaturgia.

In Germania

Il Preromanticismo si presenta in Germania nella sua forma più piena e consapevole. Ci propone le sue espressioni in Friedrich Klopstock, che si rifaceva alla poesia bardita (canto di guerra degli antichi Germani) e nella Messiade celebrava il Cristianesimo ed esaltava la funzione di Cristo che riscatta gli uomini col martirio. Si esprime anche con Salomon Gessner, uno svizzero-tedesco i cui Idilli, di intonazione orrorosa e patetica, aprono un largo filone di poesia romantica. In Germania il moto preromantico si configura nella forma più decisa con lo Sturm und Drang, movimento culturale che letteralmente significa "tempesta e assalto" oppure "impeto e ribellione" e deve il suo nome al titolo di un dramma di Friedrich Klinger ed estende l’arco del suo sviluppo fra il 1770 e il 1785. Esso fu espressione di rivolta contro la cultura e la letteratura accademiche, di fronte alle quali rivalutava gli elementi irrazionali, sentimentali e individualistici nella vita e nell’arte. Il movimento, le cui premesse erano nelle concezioni di Johann Gottfried Herder, il quale stabiliva una netta distinzione fra poesia naturale (espressione immediata degli affetti di un popolo, nelle sue caratteristiche nazionali) e poesia d’arte o riflessa (elaborata su imitazione di modelli), sosteneva un’arte libera da precetti retorici e asseriva il fascino dei paesaggi selvaggi e notturni e delle tempestose laceranti passioni. E riprendendosi alle concezioni di Rousseau, gli Stürmer (fra i quali ricordiamo Friedrich Klinger, Reinhold Lenz, Friedrich Müller, Gottried August Bürger, e per una parte della loro attività Wolfgang Goethe e Friedrich Schiller) espressero l’esigenza di un rinnovamento sociale e vagheggiarono uno stato di natura. Da Ephraim Lessing, al quale guardarono, traevano la disposizione ad un’arte nazionale e germanica e pervenivano di conseguenza al ripudio della tradizionale imitazione dell’arte francese. Riconoscevano infine l’alto valore di un’arte borghese e popolare. Si faceva così udire la voce di quella borghesia che prendeva coscienza di sé e avvertiva il peso delle strutture ancora feudali del Paese.

Da queste premesse immediate traeva origine il Romanticismo europeo, il cui sostrato filosofico è nelle concezioni di Friedrich Novalis, di Johann Ludwig Tieck, dei fratelli Friedrich e August Wilhelm Schlegel i quali, sviluppando sul piano dell’arte il concetto dell’Io di Johann Fichte, e riconoscendo l’Io, non come attività morale ma come attività estetica, creatore libero e assoluto di produzioni artistiche, cioè immaginarie e fantastiche, accentuavano l’irrazionalismo che già sostanziava lo Sturm und Drang e disciplinavano in precise costruzioni teoriche le caotiche istanze degli Stürmer.

Vincenzo Laforgia

5 febbraio 2001

La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online. www.repubblicaletteraria.it