La posta della “Bigia” 2015

Il Portale Letterario della Repubblica Letteraria Italiana www.repubblicaletteraria.it

Letteratura italiana, oggi


Padri e figli rappresentano due generazioni: non è detto che si somiglino, nei gusti, nelle scelte; non sempre seguono le stesse strade, perché ognuno di noi è anche figlio del suo tempo. Oltre ai genitori naturali, ci sono padri e madri della vita, dello spirito, del sapere. In alcuni casi dettano legge: accade ad esempio nella moda, settore in cui i grandi stilisti orientano e condizionano la produzione, il mercato, l’estetica di chi disegna, taglia e cuce e di chi indossa. Ci si interroga, in letteratura, sulla identità dei padri e dei figli, sulle nuove vie della scrittura. Quando il dibattito diventa argomento di un congresso, allora si può veramente parlare di crisi. Il problema non è la scrittura creativa, se vogliamo continuare a usare questo termine che è nato obsoleto. Il vero problema è che l’editoria, sia per la letteratura sia per la critica letteraria, è asfittica, priva di risorse economiche. Per vendere intere collane di storia della letteratura si ricorreva al sussidio dei quotidiani. Ma oggi anche i quotidiani sono in crisi. Il giornale si legge sul Web. E il singolo libro?
Uno sguardo al passato.
Nel 1947 Flaiano vince il primo premio Strega. Lire 1.000.000. Nello stesso anno lo stipendio di un giovane laureato è di Lire 15.000 mensili. Nel 1948 Pavese vince il premio Salerno. Lire 500.000. Nel 1947 Milena Milani vince il premio per un romanzo inedito di autore inedito, bandito da Mondadori che edita il romanzo ne “La Medusa degli italiani”. Allo stesso premio partecipa Calvino con Il sentiero dei nidi di ragno che passa inosservato, sotto gli occhi di Vittorini. All’inizio degli anni Cinquanta si stampano in Italia circa 80 quotidiani, tutti con la loro bella Terza pagina. Per un elzeviro si pagano 10.000 lire. Si calcola che Metello di Pratolini, nelle varie edizioni, abbia venduto 1.500.000 copie.
Quale è oggi la situazione? Circa novanta riviste di critica letteraria, con una tiratura di 300-500 copie. Un romanzo, quando e se arriva in libreria, resta sullo scaffale 20 giorni, a meno che non sia fortemente pubblicizzato dalla televisione o da un grande premo (Strega, Campiello, Viareggio); a meno che l'Autore non sia un personaggio televisivo: presentatore, attore, regista, giornalista, o amico o parente stretto di presentatore, attore, regista, giornalista. Per le donne, pubblicare è sempre più difficile. Anche nei migliori dei casi, la velocità del mercato tritura ogni prodotto letterario. Rubriche televisive di soli libri sono sempre noiose. A grandi catene editoriali corrispondono grandi catene di librerie.
Guardiamo in faccia la verità: smettiamo di fare fotocopie (in alcune biblioteche si pagano alcuni centesimi aggiuntivi, per ogni pagina fotocopiata, se è coperta da diritto di Autore) e compriamo libri. C’è una editoria quasi fantasma, con piccoli editori che pubblicano su domanda, una copia alla volta; le catene di librerie scelgono a monte (solo alcuni editori, solo alcuni Autori) e non lasciano spazio ai piccoli e ai medi (in alcuni casi si paga un sovrapprezzo per “far venire il libro in libreria”): Vien poi la litania: “Se vuoi pubblicare, paghi”... ma nessuno ti garantisce che poi il tuo libro arrivi davvero in libreria. Se desideri che sia versato in biblioteca, devi regalarlo e spedirlo a tue spese. Si vende su Internet. Si consce il prezzo, il tempo perché il libro arrivi a casa tua per posta; ma sul numero di copie vendute c'è mistero. Il mercato dell'usato sul Web si è inceppato: ci sono più venditori che compratori. Scompaiono le bancarelle dell'usato. Si coprono di polvere gli scaffali di gloriose librerie che offrono vecchie edizioni, rare, curiose, introvabili. Comuni, Regioni e Stato hanno sempre meno fondi. I festival sono pieni di letterature di altri Paesi e seguono le mode del momento. Ci lamentiamo se cattedre universitarie di letteratura italiana sono cancellate, e ciò accade anche in Paesi europei; ci lamentiamo perché i figli non sono all’altezza dei padri: ci lamentiamo perché bambini e ragazzi non leggono...


La vostra Bigia

20 dicembre 2015

 

Posta della Bigia in Ippolito Nievo online

 

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