Linguaggio della politica italiana: Renzi

Il gessetto colorato di Matteo Renzi

Il gessetto colorato di Matteo Renzi
Note di Fausta Samaritani

La buona scuola. 13 maggio 2015, alle ore 17.37, scrive Matteo Renzi sulla sua pagina Web:
Ci sono dei momenti in cui il linguaggio della franchezza e della verità sono l'unica soluzione. Per questo ho scelto di mettere la faccia e raccontare cos'è davvero per noi la buona scuola. Vi sarò grato per tutti i commenti, le critiche e le proposte che vorrete fare. Ma entrando nel merito senza ricorrere a slogan o falsità. Parliamo di buona scuola, davvero.
Aspetto le vostre opinioni.

Avrà quasi 14 mila non mi piace, e quasi 2000 mi piace.
Allegato c'è un video, ambientato nella antica biblioteca di Palazzo Chigi. Fino al 1929 le imponenti scaffalature in noce contenevano preziosi incunaboli, rare cinquecentine e soprattutto migliaia di codici pergamenacei miniati. Il Fondo Chigi fu donato alla Biblioteca Vaticana, come omaggio per la sottoscrizione del Concordato Italia-Santa Sede.
La piazza è in subbuglio, per la Riforma della scuola che il governo Renzi si appresta a varare, dopo mesi di polemiche. I sindacati minacciano di bloccare gli scrutini; i futuri presidi, per la somma delle nuove competenze previste dalla Riforma, sono bollati come Rambo, ovvero come sceriffi; la contestazione ha ingorgato la pagina Facebook di Renzi con note, video, foto, al limite della decenza, della volgarità, dell'insulto.
Nel video Renzi appare calmo e sorridente, accanto ha una lavagna dal profilo verdino che fa a pugni con l'austerità della scaffalatura di noce. In mano Renzi ha un gessetto colorato.
Io commento: Adesso, si mette anche a fare il maestro Manzi!

I cinque punti. Abbiamo +0,3% di Pil, inizia Renzi, siamo in fase economica favorevole, ma parliamo della buona scuola.
1) Alternanza. E' una urgenza ridurre il 44% di disoccupazione giovanile. Lavoro e scuola devono essere coordinati.
2) Cultura umanistica. Un respiro di ossigeno. Ci saranno più ore per la musica, le lingue, il latino: chiediamo di studiare di più, anche le materie scientifiche.
3) Più soldi agli insegnanti. Essi hanno perso autorevolezza, ovvero prestigio sociale. Ricorda la sua maestra che nel suo paese aveva un ruolo importante, come del resto il sindaco, il farmacista, il medico condotto. 500 euro all'anno agli insegnanti, da spendere per la cultura. Essi li utilizzeranno per andare a teatro, comprare libri, fare un viaggio culturale. Inoltre, 200 milioni agli insegnanti, in base alla valutazione del loro merito. Merito, che non è una parolaccia.
4) Autonomia. Risale ai tempi della Riforma Berlinguer, ma non è mai stata attuata. Togliere potere alle circolari ministeriali e aprirsi al territorio. Ogni scuola si adatterà alle esigenze e alla peculiarità del luogo. Presidi sceriffi? Il preside ha più responsabilità.
5) Continuità. Non spezzettare con le supplenze. 100.000 nuovi assunti, cioè una parte dei precari che hanno vinto un concorso e che sono in graduatoria. Lo scopo è tendere a un organico funzionale.

Qui si cambia il Paese o... Renzi: Non si parla di ridurre le vacanze. Non ci sono presidi Rambo. Non è vero che ci saranno licenziamenti dopo 36 mesi. Parla poi della nuova Legge sugli asili nido, del diritto allo studio, della necessità di cancellare le diseguaglianze. Inoltre, la scuola digitale, la banda larga, la circolare del Ministero delle Infrastrutture che porta oltre 4 miliardi sulla edilizia scolastica.
Conclude: Possiamo discutere serenamente? Diamo centralità alla scuola, centralità nel futuro. La scuola o è il luogo dove si cambia un Paese, o dove si resta nei chiacchiericci di tutti i giorni.
Fine.
Alle ore 23 Renzi manda un twitter di augurio ai tre registi italiani che sono in concorso al Festival di Cannes. Poi, il suo totale silenzio su Web, giornali, radio e televisioni, per tutta la giornata del 14 maggio. Un silenzio inconsueto, per Renzi.
Alle 18 e 30 del 13 maggio l'ANSA ha battuto la notizia che Matteo Renzi è ricevuto al Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella. Data dell'ultimo colloquio di Renzi con Mattarella: 23 marzo 2015. All'ordine del giorno quella volta c'era la sostituzione del dimissionario ministro Lupi e l'interim a Renzi.
Nessuno aveva previsto, né annunciato la visita di Renzi al Quirinale, del 13 maggio. Nessuna foto di Renzi e Mattarella, in quel giorno. Nessuna nota ufficiale, né ufficiosa, né dal Quirinale, né da Palazzo Chigi. Qualche prudente: Si dice negli ambienti vicini a... Nessuno sa quanto sia durato il colloquio, né quali temi siano stati trattati, né se si sia svolto o no in armonia, né se i due abbiano concordato o scritto qualcosa a quattro mani. Silenzio, come se fosse un segreto di Stato.

(Note di Fausta Samaritani)

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16 maggio 2015 Con correzioni e aggiunte
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