Tre lettere di Laudomia Bonanni

ad Ottaviano Giannangeli

Ricerca di Fausta Smaritani

 

I

L’Aquila, 12 luglio 1960

            Caro Giannangeli [1] , grazie della sua lettera affettuosamente incoraggiante. Ma in realtà sono stata molto soddisfatta dell’esito dello Strega e ne ho ricavato assai più di quanto potessi aspettarmi [2] . Intanto L’imputata è già al termine della prima edizione. La ribalta dello Strega è utilissima, come si vede. Gli schieramenti erano già avvenuti da tempo e in testa – lo sapevo, come lo sapevano tutti – erano Cassola e Calvino. Il mio libro, ancora fresco di stampa, si può dire, non ancora segnalato dalla critica, da solo si è guadagnato quel secondo posto alla prima votazione, che ha destato l’interesse del pubblico. Era ovvio che dovesse perderlo e l’intervento di Pasolini, senza giovare troppo a Calvino, ha danneggiato me, accentrando più voti di quanto fosse necessario su La ragazza di Bube [3] . Si tratta di gruppi, di “clan” e anche di politica. A conti fatti, credo proprio di aver riportato una vittoria. Ed è stato Montale, si, il padrino (insieme a Pampaloni [4] ). Montale conosce il mio isolamento e ha voluto appoggiarmi con la sua autorità [5] .

            Rispondo alla sua domanda su cosa ho pensato dello Strega 1960, con le prime righe della recensione di Dallamano su Paese sera. “Vada a finire come vuole (e giusto questa sera si avrà la conclusione) il premio Strega 1960 ha il merito di aver posto in luce, sin dalla prima votazione, uno dei libri più singolari dell’attuale stagione letteraria…”[6]. Condivido, immodestamente, l’idea di Dallamano.

            Spero di aver accontentato la sua curiosità, o meglio il suo interesse.

Cordialmente Laudomia Bonanni

 

Collezione privata

Di mano di Giannangeli, sulla fotocopia della lettera: «Saranno inviate nel 2007 possibilmente entro marzo[7]». (Il riferimento è alla spedizione delle copie alla curatrice dell’Epistolario Bonanni)

Cartoncino, scritto su due facciate. Busta: «Al Profr. Ottaviano Giannangeli Hôtel Lancia Sulmona». Retro: «L. Bonanni V. Garibaldi 75 L’Aquila». Bolli: «L’aquila 13 VII 1960» e «Sulmona 14.7.1960». Inedito

 

II

L’Aquila, 5 settembre ’60

            Caro Giannangeli, grazie delle sue calorose felicitazioni, che mi sono giunte graditissime [8] . Il successo de L’Imputata è arrivato di sorpresa anche per me sapevo di aver scritto un libro difficile, e troppo nuovo per il gusto corrente. È alla 3a edizione. Misteri delle risorse del pubblico… o della pubblicità? Certo, l’Editore è stato bravo, ma c’erano anche libri di Mondadori, in palio, e se si fosse trattato solo di poteri editoriali, Mondadori ne avrebbe avuti di più. E già che ci sono, le dico subito che, per far stampare L’Imputata, ho speso tre anni. Non si spaventi. Lei è giovane e ha tempo, ma non si faccia illusioni: occorre una tenacia straordinaria. Bompiani è ottimo, se si decide a prendere un libro. Ci provi. La commissione di lettura si prende tutto il tempo che vuole, non ci sono limiti. Quello che è certo è che il manoscritto lo restituiscono. Meglio, naturalmente, se lo trattengono. E in quanto a presentazioni, sono inutili: glielo assicura chi ha molta esperienza in questo campo. Anzi, le consiglio di mandare in giro contemporaneamente molte copie del manoscritto a vari editori.

Il mioQuello che è certo è che il manoscritto lo restituiscono. Meglio, naturalmente, se lo trattengono. E in quanto a presentazioni, sono inutili: glielo assicua chi ha

 nome ha a che fare con Ocre e S. Demetrio, di cui la famiglia è originaria[9].

E ora l’idea del premio sulmonese. Ma non ce ne sono già troppi? E non sono, i nomi, pochi? Ci vorrebbe qualche altro abruzzese noto, per esempio Pomilio. A ogni modo, per parlarne, io non posso venire in settembre, che ho tutto impegnato. A ottobre mi sarebbe più facile, magari una domenica. Tuttavia sono sempre d’avviso che i premi siano già troppi, a meno che non si pensi a qualcosa di nuovo, di originale almeno per qualche verso.

Grazie di tutto. Viva cordialità a lei e ai suoi amici

Laudomia Bonanni

 

Collezione privata

Di mano di Giannangeli: «Non compresa tra le pubblicate nel 2006 (Samaritani vol. I)»

Cartoncino, scritto su due facciate. Busta: «Al Profr. Ottaviano Giannangeli Hôtel Lancia Sulmona».Retro: «L. Bonanni V. Garibaldi 75 L’Aquila». Bolli: «L’aquila 10 IX 1960» e «Sulmona 11.9.1960». Inedito

 

III

LB

L’Aquila, 19 aprile ’62

            Caro Giannangeli, la sua imperiosa lettera circolare esigeva una risposta immediata. Chiedo perdono. Io posso accettare, anzi accetto, ma senza nessun impegno di lavoro, tranne che non mi venga spontaneo scrivere qualche nota [10] . Se può andare così, bene, altrimenti devo rinunciare all’onore della compagnia e della testata.

            Per poco non ci siamo incontrati all’Aquila o a Pescara-Penne. Mi congratulo.

            Auguri pasquali (a Raiano?)

Laudomia Bonanni

 

Collezione privata

Di mano di Giannangeli: «Per redazione Dimensioni Scuola» e «Non compresa tra le pubblicate nel 2006 (Samaritani vol. I)»

Cartoncino, scritto su due facciate. Busta: «Al Profr. Ottaviano Giannangeli Dimensioni-Scuola Viale Mazzini 12 Sulmona (L’Aquila)». Retro: «L. Bonanni V. Garibaldi 75 L’Aquila». Bolli: «L’aquila 19 IV 1962» e «Sulmona 20.4.1962». Inedito

 

Laudomia Bonanni Il nostro mondo in bianco e nero Pagine dell'Epistolario Bonanni parte II

8 dicembre 2008

La Repubblica Letteraria Italiana. Lingua e letteratura Italiana online www.repubblicaletteraria.it


[1] Ottaviano Giannangeli è nato a Raiano (AQ) nel 1923, critico letterario, romanziere, poeta. È stato professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Chieti-Pescara. È autore di saggi su Montale, Scapigliatura e Camerana, Pascoli, d’Annunzio. Ha curato antologie di poeti dialettali abruzzesi e una raccolta di canti popolari. A primavera del 1957 fondò la rivista letteraria «Dimensioni», intorno alla quale si strinse la nuova generazione della critica letteraria abruzzese, e cui aderirono scrittori e critici di altre regioni. È anche scultore e dipinge paesaggi locali, realizzati con grumi di accesi colori. Ha vinto nel 1961 una sezione del premio Teramo per un racconto, ex aequo con Gennaro Manna; il premio di poesia Roseto con Preghiera degli esuli abruzzesi; il premio Tagliacozzo nel 1977 con Pascoli e lo spazio e con un racconto il premio Castilenti-Antonelli, nel 1988. Il suo saggio La Bonanni e il dialetto, «Dimensioni», XV, n. 5-6, 1971, pp. 101-120 e ora in Ottaviano Giannangeli, Scrittura e radici. Saggi 1969-2000, Lanciano, Rocco Carabba, 2002, pp. 153-165, è una preziosa immersione nel linguaggio della Bonanni. Fu presentato al II Convegno Nazionale “Lingua e Letteratura dialettali”, Lanciano, 24-26 settembre 1971.

[2] Con il romanzo L’imputata, edito da Bompiani, la Bonanni era entrata nella cinquina dello Strega.

[3] Pubblicato da Einaudi.

[4] Scriveva la Bonanni a Giuseppe Dessí il 26 maggio 1960: «Voglio ancora dirle che il libro sarà presentato al pubblico romano da Geno Pampaloni, e allo Strega da Pampaloni e Montale.» Cfr. L. Bonanni, Epistolario, a cura di Fausta Samaritani, vol I, Lanciano, Carabba, 2006, p. 141.        

[5] Montale e Pampaloni avevano presentato il romanzo della Bonanni allo Strega.

[6]  Piero Dallamano, Un libro di Laudomia Bonanni. L’imputata, «Paese Sera», 5 luglio 1960, p. 3.

[7]  Le tre corrispondenze della Bonanni a Giannangeli, qui pubblicate, furono da Giannangeli rintracciate quando il I volume dell’Epistolario Bonanni, da me curato, era già in libreria. Mi furono inviate in copia da Giannangeli, accompagnate da una lettera datata 23 ottobre 2007, alla fotocopia di una fotografia del 2 marzo 1974 che ritrae Giannangeli e Giammario Sgattoni (scomparso nell’estate 2007) e alla bozza di un articolo scritto da Giannangeli per un numero de «Il giornalino», allora in corso di stampa.

[8] Il 27 agosto le era stato assegnato il premio Viareggio per L’imputata.

[9] La Famiglia Bonanni Caione (cognome completo della Bonanni e da lei usato negli scritti degli anni giovanili) aveva origini siciliane.

[10] Giannangeli le aveva chiesto una collaborazione a «Dimensione Scuola».