Il pianto già fu: la gioja de' cuori, è nato Gesù

Rappresentazioni e filastrocche di Natale

Rappresentazioni natalizie di Presepio Presepi 2016

ricerca di Fausta Samaritani

Scriveva Alessandro D'Antona: “Di questo genere drammatico smascolinato, tutto languori, dolcezze, sdilinquimenti, possono dare esempio le diciannove Rappresentazioni e Trattenimenti drammatici che il padre gesuita Giuseppe Antonio Patrignani da Montalbodo componeva e pubblicava col pseudonimo di Presepio Presepi. Egli chiama que' suoi drammi Pastoraline o Rappresentazioni drammatiche boschereccie, e si rallegra di averle avvivate di qualche invenzioncella gioconda. L'eroe sempre il Bambino, il Pargoletto; e le Pastoraline sono dedicate ai Fanciullini, salvo una scritta a consolazione delle Vergini. Come si vede, ogni cosa o parola nell'arte del buon gesuita cerca e trova il suo diminutivo: e gli affetti stessi sono un focherello tepido, che non abbrucia né riscalda punto. Potrei citare molti esempj dello stile di questo signor Presepio: ma chi regge alla lettura di quelle sue sdolcinature? Apro a pagina 14, e leggo e trascrivo in parte l'arietta de' Pastori inginocchiati innanzi il neonato Redentore:

Tue labbra simili
Sono alla porpora;
Anzi somigliano
Rubini lucidi.
Bocca melliflua,
Benché se' mutola,
Di voce in cambio
Tu spargi nettare,
Ambrosia e zucchero;
E par che dicami:
Amami, amami.


0 dolce Pargolo,
T'adoro e venero.
Del Sol siet'emuli
Occhiucci amabili,
Manine candide
Piene di grazie!
0 guancie floride,
Onde si colgono
Rose non fragili,
E dove ridono
Gigli virginei!

Ma chi ne vuol più, ricorra al libro. Tuttavia non dispiaccia aver ancora un saggio del Tripudio degli Animali, innanzi al presepe. Vengono primi gli animali terrestri. […] Viene poi il Canto de' Pennuti, vulgo uccelli. […] E tralascio il terzo coro, dove s'imitano gli strumenti pastorali. Intanto le Sacre Rappresentazioni dell'età anteriore venivan tuttavia ristampate nelle minori città, come Treviso, Pistoja, Viterbo, Ronciglione, Orvieto, e servivano di lettura, e servono talune anche al di d'oggi, al popolo, specialmente di campagna, e qualche volta venivano portate sulle rozze scene, facendovi tagli e mutazioni che le sfiguravano, ancor più che non avessero fatto gl' ignoranti stampatori. Qualche rapsodo rusticano le rimpastava alla meglio, e mettendo bravamente sul titolo un rivista e corretta, le faceva capaci di recitazione.”

La stroncatura delle Rappresentazioni di Giuseppe Antonio Patrignani non stupisce: appartiene a un'epoca in cui imperavano verismo e dramma borghese. Oggi riconosciamo un valore alla melodia del verso, alla ingenua esaltazione della fantasia che caratterizzano questo rimare sacro settecentesco, così poco studiato e amato. Giuseppe Antonio Patrignani, poeta, drammaturgo, educatore, storico, gesuita, (Montalboddo, oggi Ostra, 22 febbraio 1659 - Roma, 15 febbraio 1733) scrisse i suoi versi quando la lussureggiante poesia marinista, illanguidendosi, volgeva dal barocco al rococò. Del Marinismo egli conservò alcuni elementi, come il concerto di sensazioni delicate e dilatate e il gusto di riprodurre versi di animali - il trillo dell'usignolo era nell'Adone di Giambattista Marino; ma arriverà ne L'Innocente di d'Annunzio e il verso onomatopeico della gallina sarà in Pascoli. E quante filastrocche sono nate dopo! Le pastorellerie caratterizzarono l'età dell'Arcadia, che come emblema aveva la siringa di Pan coronata di pino e di alloro e come protettore dell'Accademia aveva Gesù Bambino, perché adorato prima di tutti da pastori. L'Arcadia da Roma proliferò in Colonie, in Italia e anche all'estero. Fu Croce ha rivalutarne i meriti. Rappresentava una idilliaca età dell'oro, un ritorno a una più semplice e delicata spiritualità. La poesia, intesa come trattenimento gradevole, come scoperta del bello, come prova di perizia letteraria, come ornamento nelle festività civili e religiose, si ispirava all'autenticità degli affetti. Gli Arcadi cercavano tra loro pacatezza e concordia e non conobbero il vigore polemico del successivo Illuminismo. Nell'elenco dei Pastori Arcadi (Gli Arcadi dal 1690 al 1800. Onomasticon, 1977) tra gli oltre diecimila nomi censiti non non c'è quello Patrignani: lo speudonimo Ottavio Piceno egli lo utlizzò non come Pastore Arcade.

Poesia e Musica furono le Muse di Giuseppe Antonio Patrignani: limpida chiarezza di parola e melodia gradevole e orecchiabile. Ma il verso talvolta superava il suono. Si riproduce qui, in larga parte, il testo di tre brevi Intermezzi, preceduti da un breve Avviso dell'Autore. Dopo gli Intermezzi, nello tesso libro c'è una Pastorale a due cori dal titolo Viva, viva il nato Rè, con lievi modifiche e con stanze aggiunte rispetto al testo primitivo, già pubblicato. I due cori si alternano nel cantare le quartine di questa Pastorale, salvo l'ultima quartina che è cantata da entrambi i cori.

Avviso

Chi vorrà servirsi di questo Sacro Trattenimento, bisogna che avverta queste tre cose. 1. Che da perito Maestro di Musica si metta in aria facile ogni Canzone col tuono, quanto più si può, proprio degli Animali, che si esprimono, e degli Istrumenti, perché il saper contraffarli a bocca, senza perizia di musica, sarà cosa difficile: essendo rari quelli, che naturalmente sanno imitare le voci proprie degli Animali. 2. Ove ciò non potesse riuscire col canto, si potrà esprimere col suono di viola, di violino, ò d'altro istrumento, giacché vi sono de' Suonatori, che sanno benissimo contraffare ogni sorta di voce animalesca. 3. A facilitarne la pratica, si spartiscono fra molti le stanze delle Canzoni, assegnando quelle a chi meglio riesce in una, che in un'altra imitazione di voce. Il Coro dovrà esser distinto, e composto di proprj Cantori.

Canto d'Animali Terrestri

Oggi invito a una Cappella
Musicale, onesta e bella:
Deh Pastor, venite sù
A lodare il buon Gesù.
Coro Gioite Pastori
Il pianto già fu:
La gioja de' cuori
E' nato Gesù.

Tutto il mondo si riveste
Di letizia, ch'è celeste:
Anche il Cielo è sceso giù
A cantar il buon Gesù.
Coro Gioite Pastori ecc.
Di cantar non vi rincresca
In cappella animalesca:
Usi ognun la sua virtù
Per dar gloria a buon Gesù.

Gli Animali i più innocenti
Oggi fanno i loro concenti:
Or gli udite, e date sù
Anche voi lode a Gesù.
Non udite l'Agneletto
E la Pecora e'l Capretto,
Che il Pastor di Bettelè
Cantan bene? bè, bè. bè.
Ecco là quel Puledruccio
Che lasciato il suo lettuccio
Al Bambin ride così:
Annitrendo: hi, hi, hi, hi.
Saltellando il bel Canino
Sì scherzoso, e festosino
Chiama il Bimbo, come può,
Abbaiando: baù, baù, buò.
Il Giovenco, e la Vitella
Fanno vezzi in lor favella
Al Bambin, che in paglie stà,
Mugolando: mùh, mùh, muhhà.
Veggio l'Asino modesto,
Che si tace, perché lesto
Egl' in cambio di cantar
Si vergogna di ragliar.
Canta pure, o fratel mio,
Non temer, che 'l nato Iddio
Ti vuol bene. "Io canterò:
Rà - Sta' zitto: oibò, oibò.
Da una fratta un certo trillo
Esce acuto, egli è d'un Grillo:
Fanno i Grilli anche oggidì
Da cantori? grì, grì, grì.
Del padule una sirocchia,
Fuor dell'acque, la Ranocchia,
Mette il muso, e canta giù:
Quoà, quoà, quoà, quoù.
Un Gattuccio un Topo abbocca;
Ma gli scappa dalla bocca:
Onde il Gatto miagolò,
Ma fu canto: miaò, miaò.
Un che voce, e grifo ha d'Orco
Cantar vuol, ma taci, o....
Ma pensate: egli colà
Grugnir vuol: grù, grù, gruà.
Animale Americano
Del Bambin col pianto umano
Il suo pianto accordo, e fa
Ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah.
La Cicala, che d'Estate
Canta solo, oggi mutate
Ha le veci, e in voce stà,
Stride o canta? e chi lo sa?
Compatite, se il Ramarro
Non è in voce: che 'l catarro
L'affiochiò: non può di più
Dir tossendo che: rù, rù.

Canto de' Pennuti

Coro dei Suoni Pastorali

Coro Gioite o Pastori
Il pianto già fu:
Strumenti canori
Sonate a Gesù.

Morso là, con man da marra
Grattugiando una chitarra,
La fa strider così:
Ti rion tò, tin tì, rin tì.
Coro Gioite o Pastori ecc.
Con un lungo Colascione
A due corde vien Damone
Ma ridendo è 'l suo suon:
Tròn, trìn, tròn; tròn, trìn, tròn.

Ecco il Satiro Silvino
Che strimpella un Violino:
Strimpellato stride, ohì:
Ziro, ziro, zirò, zì.
Una Piva pastorale
Gonfia Titiro sì male
Che par suon di Birindò:
Dìn, dò, dò: dìn, dì dìn, dò.
Un Pastor, cui splende il viso,
Perché l'ha di burro intriso,

Suona in flauto una Burè
Ta là, ta la là, tà rè.
Un Sordino stridoletto
Suona là quel Forosetto,
A sentirlo il Tordo stà,
Perché zirla in verità.
Coribeo, Rufo, e Silvano
Con un cembalo alla mano
Lo percuoton colle nocche
Tìch, T òch, T ìch, Tocche.
Viene anch'egli Melibeo
Colla cetera d'Orfeo:
Ma scordata ella tant'è,
Che risuona: ahimè, ahimè.
Un Pastor ben corpulento
Tocca a spizzico un Liuto
Con cert'unghie da capron:
Tì tì, tòn, tìn tòn, tìn tòn.
Un ch'abbia labbri grossi e neri
Suona lo Scacciapensieri.
Se dal capo scaccerà,
I suoi grilli, me' sarà.
Pastorel per nome Rufolo
Se ne vien suonando un Zufolo,
O lo suona pur benin
Sovra l'aria, Scodellin.
Gua' quel Gobbo a un poggio sotto,
Suonatore è di Fagotto:
Lo strumento si confà
A chi 'l suona in gravità.
In concerto suona Ormino
Spizzicando un Mandorlino,
Per l'appunto fa così:
Tì, tù, tì; tì rì, tò tì.

[…]

Coro Gioite o Pennuti
Il pianto già fu:
Canori saluti
Rendete a Gesù.

La Gallina che si smamma
Offre al Cucco della Mamma
L'uovo suo; canta però:
Cò, cò, coi, cò, cò, cò, cò.
Coro Gioite o Pennuti ecc.
Non udite il Gallo ancora
Grato Amico dell'Aurora?
Ei saluta il buon Gesù
In cantar: qù, qù, rù, qù.

Di suo padre il Pollastrello
Segue il canto, ma novello
Cantorin di pochi dì
Canta sol: chì, chì, rì, chì.
Il Pulcino appena sboccia
Dal suo guscio, colla chioccia
Dal pollajo si partì
Pigolando: pì, pì, pì.

A biscrome un Rusignolo
Brilla, e trilla a un fiato solo
Una fuga. 0 gran virtù!
Tiuù, tiuù, tiuù, tiuù, tiuù.
Veggio lì sovra d'un sorbo
Un uccello. Oh egli è un Corbo;
Voce uguale a sua beltà
Ha sguaiata: crai, craià, crà.
Presso il Corbo una Cornacchia
Lo corbella, e lo scorbacchia:
Ma costei non ha ragion,
Pari al Corbo anch'essa ha il suon.
Non sentite come il Tordo
Colla Pispola d'accordo
Desta ognun, che già dormì,
E lo chiama: zì, zì, zì.
Sovra un'Elce, che fronteggia
Se ne stà la Coccoveggia
Col Cuculio, e su e giù
Cantan' ambo: cù, cù, cù.

Zolfeggiando a voce tonda

La Calandra in su la fronda,
Della Musica rifa
Ogni suon: ut, rè, mì, fà.
Questa è bella! anche in latino
Canta l'Upupa al Bambino:
Dir vorrìa, Pupe, a Gesù
Ma cinguetta: pù, pù, pù.
Odo il verde Pappagallo
Che ridice senza fallo
Ciò che 'l Ciel cantando và:
Gloria, gloria, pace, pà.

Oh che bravo sopranino
Tu se' mai, o Cardellino!
Tu m'accenni in Bettelè
Il Messia: cè, cè, cè, cè.
Gallodindio pettoruto
Qual baritono barbuto
Fa del bravo, e poi non può
Cantar altro che: glò, glò.
Un Flinguello, ch'era stato
Dalla pania impaniato,
Or per gioia, che n'uscì
Canta, quìo, quìo, quìo, quì.
Un'uccello alla Capanna

Al Bambin la ninna nanna
Par che canti. Udite là
Ninnà nì, ninnà, ninnà.

Veggio un Merlo a mano destra,
Che si prova, e che s'addestra.
Prima tocca il faffaut
Lasorrè, gifforèut.
Evvi ancora un Barbagianni,
Che cantando fa lo Zanni;
Un la barba gli strappò,
E sol Zanni gli restò.

Fra le fronde odo una Quaglia,
Che in cantar certo si squaglia:
Ella invita a dove sta
Il presepe: qua, qua, qua.
Appiattata una Pernice
Velocissima ridice

Un galante Minuet:
Bik, Bichebik, Bichebet.
Una Passera in sul tetto
Par che suoni un organetto:
Fa Bemolli e Diesìs:
Tiò, tiò, tiò, tiò, fio, tis.
Canta sovra un olmo fresco
Un Pollacco o pur Tedesco?
Imitarlo e chi mai può?
Quorròr, tiù, zquè, pi, quo.

[…]

Biblografia: Alessandro D'Antona, Origini del teatro italiano, vol. II, 1891, pp. 191-195.
Le Trasformazioni di Dio in Uomo, deIl'Uomo in Dio
e Tripudio d'alcuni Animali terrestri, Volatili, e di Pastori, per uso di tre Veglie Sacre e gioconde nella Santa Natività, in: La Santa Infanzia di Giesù Cristo in teatro, Rappresentazioni, e trattenimenti drammatici di Presepio Presepi, 2 Tomi, Firenze, Michele Nestenus e Antonio Borghigiani, 1713. Dedica alla Congregazione del S. Presepe in Messina.

Aggiornamento bibliografico sulla canzone Viva viva il nato Rè
Arpa Cattolica o Raccolta di Canti Sacri in onore di Gesù Cristo di Maria Santissima e dei Santi, Torino-Nizza Marittima, Libreria Salesiana, 1881, p. 36.
Nuovi Canti pastorali in onore di Gesù Bambino facili …con  accompagnamento di organo o armonio … riduzione del Sac. Carlo Nubbia, con spartito musicale, Torino, Chenna, c. 1946.
Raccolta di canzoncine spirituali di varj Autori, Nizza, Stamperia Suchet Figlio, 1844, pp. 9-10
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18-19 e 30 gennaio 2016. Correzione 15 febbraio 2016

Canzoni per il Natale di Presepio Presepi Libretto di Musica pastorale

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