Gianna Manzini vista dal Regime ![]()
Ricerca
di Fausta Samaritani
Nel corso dei venti anni del suo Regime, Benito Mussolini ricevette milioni di lettere e biglietti, di doni e messaggi, di rapporti e telegrammi. Gli addetti alla sua Segreteria Particolare catalogarono, classificarono e archiviarono questa massa immane di carte che oggi è consultabile a Roma, allArchivio centrale dello Stato, attraverso la sua schedatura originale.
Il dossier
di Gianna Manzini (S.P.D.C.O., 534.645) è magro e contiene materiale dellanno
1942.
La sua prima
lettera autografa è un messaggio, breve e convenzionale, diretto a Nicolò
De Cesare, segretario particolare del Duce, e scritto per accompagnare il
dono di due suoi libri: Rive remote e Venti racconti:
«Roma 27 Aprile 1942 XX
Viale
Giulio Cesare 71
Illustre
Dottor di [sic!] Cesare,
Vogliate
avere la compiacenza, Vi prego, di presentare i due libri acclusi al Duce
che un po mi conosce attraverso le parole di Ada
Negri.
E
credete nella mia gratitudine.
I
migliori saluti di
Da un appunto a lapis di De Cesare sappiamo che Mussolini trattenne i due libri.
Il 3 maggio De Cesare chiese informazioni sulla scrittrice.
La seconda lettera fu scritta in circostanze simili e con modalità analoghe.
«Roma Viale Giulio Cesare 71
Il
28 Giugno 1942 XX
Illustre
De Cesare
Segretario
particolare del Duce
Vogliate
usarmi la cortesia, Vi prego, di far pervenire al Duce il mio libro, Bosco
vivo, che a parte vi spedisco. E siate certo della mia profonda gratitudine.
Con
ossequio
Gianna Manzini»
Le note biografiche della Manzini, richieste da De Cesare, sono datate 22 luglio 1942. Scritte nel tono scostante e burocratico di certi rapporti polizieschi che si valgono di confidenti «della porta accanto», rappresentano una evidente e pedante invadenza nella sfera privata della Manzini: in questa arida e scorretta prosa è esclusa ogni valutazione estetica della sua opera.
«Manzini
Gianna fu Giuseppe e fu Nazzoncini Leonide, nata a Pistoia il 24.3.1889 [sic!],
collaboratrice del Giornale La Gazzetta del Popolo dimora da molti
anni a Roma e dal 1°/12/1937 al Viale Giulio Cesare N. 71 scala B. int. 18,
serbando regolare condotta in genere.
E
di razza ariana e di religione cattolica.
E
divisa dal marito Fallaci Bruno, redattore del Giornale Il Corriere
della Sera e non ha figli.
Da
molti anni convive in concubinato con Falqui Enrico di Gaetano e di Carlomagno
Angelina, nato a Frattamaggiore (Napoli) il 12.10.1901, pure collaboratore
del Giornale La Gazzetta del Popolo, il quale è coniugato e vive
anche separata [sic!] dalla moglie.
Il
padre di costui, Commendatore Falqui Gaetano è Questore a riposo e abita in
via Cicerone N. 56.
La
Manzini vive in buone condizioni economiche, e, da qualche giorno si trova
a villeggiare a S. Martino di Castrozzo [sic!].
Al
Viale Giulio Cesare 71, occupa con il Falqui un appartamento di 2 camere ed
accessori e paga mensilmente £ 350
di pigione.
Tiene
la cameriera a nome Mazzoni Rosa di Anelo [sic!], nata a Canicossa l8.10.1889.
Tanto
la Manzini quanto il Falqui sono iscritti al P. N. F. e non hanno precedenti
sfavorevoli.
Anche
il Falqui serba regolare condotta in genere.»
Il Duce assegnò a Gianna Manzini un aiuto mensile di £ 2.000, per sei mesi. Poiché a dicembre «il lavoro», del quale Gianna Manzini era stata incaricata non era ancora terminato, ma era invece scaduta la concessione del sostegno economico, fu proposto a Duce di prolungare di altri quattro mesi il contributo.
Mussolini disse «sì».
Ada Negri, ambasciatrice
della sensibilità femminile italiana
12 ottobre 2002
Il Portale Letterario della Repubblica Letteraria Italiana www.repubblicaletteraria.it