Giacomo Gerolamo Casanova,

Cavaliere di Seingalt2001

di Gius Gargiulo

Il Settecento, grande secolo al crepuscolo, sprigiona, come ha opportunamente osservato lo storico Lucio Villari, le energie vitali di una rivoluzione e quelle di un’autobiografia di quattromila pagine, altrettanto energica, vitale e consapevole, scritta da un italiano intellettuale, viaggiatore, avventuriero cosmopolita che, per questa apertura mentale europea, scrive nella lingua più parlata sul continente all’epoca, in un elegantissimo e personalissimo francese. L’opera del memorialista veneziano, che si iscrive in quella narrativa autobiografica, tesa anche a riassumere la sensibilità di un’epoca, che da Saint-Simon arriva, passando per Rousseau delle Confessioni, fino a Proust della Recherche, è consacrata tra i capolavori della letteratura transalpina con la pubblicazione, sia pure nella versione Laforgue, nel 1959, in quanto non ancora disponibile il testo originale, nella prestigiosa collana della "Pléiade" dell’editore Gallimard, a Parigi, che raccoglie la produzione maggiore della letteratura francese di tutti i tempi, in volumi curati sia per il rigore della riproduzione dei testi, sia per il corredo di note informative.

            

Illustrazioni: Raphaél Kirchner Demi vierge e Farfalle nel sole. c. 1900.

Giacomo Gerolamo Casanova, Cavaliere di Seingalt, nasce a Venezia in calle della Commedia, parrocchia di San Samuele il 2 aprile del 1725, da due attori veneziani: Gaetano Casanova e Giovanna, detta Zanetta, Farussi (o Farusso). Si dice che il padre naturale fosse il nobile della Serenissima Repubblica Michele Grimani. La sua curiosità intellettuale unita ad una solida cultura e ad una esuberante forza comunicativa rafforzata dal vivere il teatro non solo come arte ma come modalità per mettere in scena la cultura e affinare le tecniche di seduzione e un gusto per l’avventura lo portano in giro per tutti gli stati e le città d’Italia e d’Europa a contatto con sovrani, aristocratici, borghesi, contadini e ogni tipo di malfattore. E’ di casa ovunque grazie al suo legame con gli attori e gli artisti italiani (attori, cantanti, ballerini, pittori, scultori, coreografi) che costituivano una comunità solidale in tutte le corti del tempo.

Nello stesso periodo scrive commedie e tragedie, compone opere di narrativa, di politica, filosofia, teologia, in italiano e maggiormente in francese, si trasforma anche in giornalista, impresario teatrale, industriale, agente segreto, matematico esperto di lotterie, giocatore d’azzardo, e naturalmente grande seduttore di donne di ogni età e condizione sociale. Infine comincia a scrivere nel Castello di Dux dove svolge funzioni di bibliotecario del Conte di Waldenstein, nel 1789, le sue memorie a cui dà il titolo d’Histoire de ma vie che lascia incompiute all’anno 1774, non riuscendo a raccontare i vent’anni successivi in quanto la morte lo coglie il 4 giugno 1798. Come ha notato Chantal Thomas, Casanova è per una sorta di immediatezza del piacere, un carpe diem riveduto e corretto senza includere visioni filosofiche più estese. Questa caratteristica fa di Casanova un conquistatore di donne, per il suo ed il loro piacere, piuttosto che un Don Giovanni che mette in scena in maniera assoluta e quasi distruttiva ed autodistruttiva l’affermazione della propria unicità nel godimento aristocratico imposto alle donne.

Casanova, in effetti, per sedurre, a differenza del freddo Don Giovanni, si innamora perdutamente, ma a tempo determinato, come i cavalieri ariosteschi, delle donne desiderate. La messa in scena del desiderio permette di indossare tante maschere diverse, con la consapevolezza che mentire è come ingannare uno specchio che vorrebbe trattenere un’immagine unica fredda e incapace di comunicare, come quella della morte. Il verbo giocare, molto più polisemico nel francese jouer che indica recitare, suonare uno strumento, giocare a carte, può considerarsi coniugato secondo i suoi significati. Il gioco delle carte o del lotto, insieme alle pratiche erotiche con donne di ogni condizione, bellezza ed età, permette a questo grande marginale come a tanti suoi pari di abolire la differenza tra classi e sessi e nello stesso tempo di alimentare la speranza di una riuscita economica o di una rischiosa fonte di reddito retta dal caso o dall’abilità personale, nello statico rapporto tra classi dell’ancien régime.

Gius Gargiulo

Casanova Le Polémoscope e Casanova parole e immagini

15 Febbraio 2001

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