Telegrammi F. T. Marinetti-Mussolini

Ricerca di Fausta Samaritani

 

Lo stile telegrafico, sintetico ed asciutto, si addiceva al Futurismo; ma un lungo telegramma rappresenta, per una autorità politica, il mezzo più sicuro e veloce per partecipare calorosamente ad un evento, senza essere costretto a presenziarlo. Filippo Tommaso Marinetti e Benito Mussolini si incontrarono centinaia di volte, si scrissero lettere e biglietti, si scambiarono molti telegrammi.

A Roma, all’Archivio centrale dello Stato, nel Fondo S. P. D. C. O., fascicolo n. 509.446, si conservano alcuni telegrammi, dei quali trascrivo il testo.

 

«Comitato Onoranze Marinetti

Piazza Duomo n. 23 Milano

Considerami presente adunata futurista che sintetizza venti anni di grandi battaglie artistiche e politiche spesso consacrate col sangue stop Congresso deve essere punto partenza non arrivo stop Credi mia cordiale amicizia e ammirazione

Mussolini

Roma, 22 novembre 1924»

 

«Benito Mussolini

Roma

Il primo Congresso Futurista Italiano ti ringrazia per augurio gradito e realizzato

Marinetti

Milano, 26 novembre 1924»

 

«Capo del Governo Benito Mussolini

Roma

Dieci romanzieri italiani et fascisti uniti da questa sera in Gruppo d’azione per servire il Romanzo italiano in Italia ed all’estero devotamente salutano il Duce meraviglioso augurando che dai romanzi dell’Era Fascista esca un giorno il poeta della nuova epopea come già dalla storia sparsa del martirio in camicia rossa uscì nella Marcia trionfale il creatore di una più grande Italia. Beltramelli Bontempelli D’Ambra De Stefani Martini Milanesi Varaldo Viola Zuccoli

Marinetti presidente Morello presidente onorario

Roma, 24 maggio 1928»

 

Segue, nello stesso fascicolo (S. P. D. C. O., 509.446), un ritaglio del giornale “L’Impero” del 25 maggio 1928, con un articolo intitolato “Gruppo letterario dei Dieci” e illustrato da un disegno di Prampolini, caratteristico per l’effetto sintetico e plastico. Nell’idea di Marinetti, il Gruppo dei Dieci doveva essere la versione italiana dell’Accademia Goncourt. I Dieci erano: Antonio Beltramelli, Massimo Bontempelli, Lucio d’Ambra, Alessandro De Stefani, Fausto Maria Martini, Guido Milanesi, Alessandro Varaldo, Giulio Viola, Luciano Zuccoli e lo stesso Marinetti. Nel discorso inaugurale Marinetti, rivolgendosi agli ospiti stranieri, aveva detto:

 

«Illustri Ambasciatori, nel salutare le Grandi Nazioni ricche di letteratura che Voi rappresentate, noi esprimiamo la nostra fervida simpatia ai vostri grandi letterati e ai vostri grandi artisti. Ben lungi dall’invitarli, come si potrebbe supporre, ad un insulso conato di fusione umanitaria di popoli e di pace eterna, dichiariamo loro che attraverso rivoluzioni e guerre, più o meno inevitabili, dispute e modificazioni di frontiere, vive la letteratura, cioè il verbo luminoso, inebriante e trasfiguratore che sintetizza ed idealizza le tipiche forze di ogni Nazione inconfondibile. Così ogni gioia e ogni dolore, ogni eroismo vittorioso o disfatto, può perfezionarsi, redimersi, glorificarsi nella sua perfetta forma letteraria, sintetica, veloce, alata quasi divina nella magica luce del Genio. […] Nasca il superDante di domani, col suo eccitante Inferno di critici, il suo Purgatorio di editori e il suo Paradiso di lettori e di lettrici beate.»  

 

«S E Benito Mussolini

Roma

Cento artigiani artisti celebri Cooperativa Vetraria et Ceramisti Futuristi Albissola riuniti pranzo futuristi oltre facendosi interpreti intera cittadinanza plaudenti mi pregano esprimerti loro entusiasmo et assoluta devozione affettuosamente

Marinetti

Altare (Savona) 9 agosto 1932»

 

«Ecc Benito Mussolini

Palazzo Venezia

Ho annunziato tutti futuristi giunti ogni parte Italia tua gentile promessa inaugurare grande Mostra Futurista stop Essi considerano tua visita Mostra come premio ideale loro arte eroica disinteressata stop Profondo affetto

Marinetti

Roma, 29 ottobre 1933»

 

Sul telegramma è scritta a penna questa frase: «Non può andare perché è partito».

La Mostra si tenne dal 28 ottobre al 4 novembre al palazzo del Sindacato Ingegneri, Roma. Il catalogo fu stampato sulla rivista “Futurismo” (a. II, n. 57, 29 ottobre 1933).

 

Trascrivo ora un telegramma ufficiale di Pavolini che riguarda un’opera di Marinetti:

 

«Prefetti Regno Questore Roma Governatore Rodi e per conoscenza Ministero Interno Sicurezza _ Ministero Educazione Nazionale _ Ministero Esteri Africa Orientale Italiana et soliti indirizzi

Pregasi disporre sequestro volume “Come si seducono le donne” di F. T. Marinetti edito Sonzogno Milano alt

Ministro Pavolini

Roma, 8 maggio 1941»

 

«Duce

Roma

Aeropittori futuristi Ambrosi veronesi Di Bosso dopo avere goduto 14 ore di voli di guerra per dipingere pericolosamente vittoriosa guerra mussoliniana mi pregano ringraziarti esprimendoti profonda devozione

Marinetti

Roma, 12 gennaio 1942»

 

Alfredo Gauro Ambrosi (1901-1945) aderì al Futurismo nel 1931 e promosse a Verona il gruppo futurista “Boccioni”. Con Di Bosso scrisse “Eroi Macchine Ali contro Nature morte”, 1942. Nello stesso anno, grazie ad un contributo del Ministero della Cultua Popolare e una autorizzazione concessa dal Ministero dell’Aeronautica, ebbe la possibilità di documentarsi, dal vivo, sulle operazioni militari aeree. Lo scultore veronese Renato Di Bosso (1905-1982) eseguì nel 1930 la sua prima sintesi plastica futurista. Fu presente a molte esposizioni futuriste, alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma. E’ autore di aereopitture, di sculture polimateriche, di tavole rotative, di xilografie.

 

«Benito Mussolini

Roma

Con aereopittori futuristi espositori Biennale esaltano teatro Monselice Tobruk italiana inaugurando centrale distribuzione aereopoesie futuriste at combattenti vari fronti e inneggiano tuo genio politico militare

Marinetti

Monselice (Padova), 27 giugno 1942»

 

L’ultimo telegramma, che chiude il fascicolo ma anche un periodo storico, giunse a Mussolini il 22 luglio 1943, tre giorni prima della caduta del Fascismo.

 

«Benito Mussolini

Roma

Gruppi futuristi adoratori Patria aria Madre Boccioni mediterraneo futurista Santelia Fillia Marconi sondar Duca Aosta ala mentre nostri eroici soldati contendono nostra terra adorata a nemico che può vantare soltanto peso oro et quantità riaffermano originale indistruttibile superiorità militare Alleati Germania Giappone tutti futuristi rivista Mediterraneo futurista et fede in Mussolini mi pregano insistentemente riaffermare loro metallica fede in Benito Mussolini incarnazione della Patria immortale

Marinetti sansepolcrista Accademico Italia Gaetano Patarozzi direttore Mediterraneo futurista fede in Mussolini Prampolini vincitore Premio Accademia Italia Boccioni

Roma, 19 luglio 1943»

 

I tre che firmano il telegramma, cioè Marinetti, Patarozzi e Prampolini, ricordano i loro amici futuristi e due benemeriti della patria, Marconi e il Duca d’Aosta. I Futuristi erano convinti che la comunicazione fosse un fondamento della vita contemporanea, per questo esaltavano le nuove tecnologie, in particolare la radiocomunicazione e le onde hertziane che erano espressioni della simultaneità e potevano diventare vettori della"immaginazione senza fili" (Boccioni "Manifesto tecnico della scultura futurista", 1912). Umberto Boccioni (1882-1916) promosse il Futurismo in pittura, collaborò ai primi manifesti futuristi, organizzò mostre di gruppo, prese parte ad aspri dibattiti anche in ambito internazionale. Antonio Sant’Elia (1888-1916) pubblicò nel 1914 su “Lacerba” il suo personale manifesto “L’architettura futurista” e l’anno successivo sottoscrisse il manifesto futurista “L’orgoglio italiano”. Morì sul Carso. Fillia (Luigi Colombo) (1904-1936) poeta, novelliere, giornalista, autore teatrale, pittore. Fu anche autore di scritti sul razionalismo in architettura. Enrico Prampolini (1894-1956), pittore, scenografo, costumista, fu in contatto con la sperimentazione europea e ideatore del Teatro della Pantomima Futurista. Nel 1925 si trasferì a Parigi, ma fu anche presente alle grandi rassegne futuriste italiane.

Si prega vivamente di non copiare il testo e l'immagine

 

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28 settembre 2002

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