Leone Fortis dopo il settimo numero, per ragioni politiche, fu costretto a lasciare precipitosamente Trieste, da dove fuggì travestito da pescatore

Il settimanale triestino “La Ciarla”

Nota sul settimanale triestino “La Ciarla”

 

Ad aprile 1858 il giornale triestino “La Ciarla” si fuse con “La Bora”. Il direttore era Demetrio Livaditi, bolognese (1833-1897), un ex collaboratore della “Rivista Veneta” e dell’“Età Presente”, la rivista politica e letteraria diretta da Antonio Dall’Acqua Giusti, alla quale avevano collaborato il commediografo e giornalista veneziano Paulo Fambri che scriveva commedie in coppia con Vittorio Salmini, il glottologo Emilio Teza, Enrico Castelnuovo, Angelo Papadopoli, Luigi Luzzatti, Angelo Messedaglia e Ippolito Nievo.

All’inizio del 1859 arrivò a Trieste Leone Fortis che, caduto in sospetto per le sue idee politiche, durante la notte di Natale aveva dovuto lasciare nascostamente Milano, dove aveva ideato e diretto le due riviste illustrate “Il Pungolo” e “Panorama”, raccogliendo intorno a sé il fior fiore del giornalismo letterario che gravitava su Milano. Aveva alle spalle una grande esperienza: a Milano aveva collaborato a “Il vero operaio”, a Firenze, nel ’48-’49, aveva scritto su “L’Alba”, poi a Genova sul “Corriere Mercantile”. A Venezia aveva fondato e diretto la rivista umoristica e letteraria “Quel che si vede e quel che non si vede”, pubblicando scritti di Domenico Fadiga e di Fambri, del poeta Arnaldo Fusinato, di Federico Stefani e d’Ippolito Nievo, del critico musicale Filippo Filippi e del romanziere romano Luigi Capranica.

Leone Fortis acquistò dunque “La Ciarla” e la trasformò in un settimanale con disegni e caricature, chiamando a collaborare i vecchi “pungolisti”. Pochi tuttavia risposero positivamente al suo appello e di ciò apertamente egli si lamentò dalle pagine de “La Ciarla”. Accolsero l’invito Paolo Lioy, Arnaldo Fusinato, Domenico Fadiga, Carlo Baravalle, Guerzoni, Bizzozzero, Carlo Mascheroni e il mantovano Paride Suzzara Verdi. Caricaturisti e illustratori erano Galli, romano, e Jatteri di Trieste.

Dal 15 marzo al 23 aprile 1859 uscirono sette numeri, ma quattro furono sequestrati e non se ne trova traccia nelle biblioteche. Il maggior carico redazionale gravò su Leone Fortis, che dopo il settimo numero, per ragioni politiche, fu costretto a lasciare precipitosamente Trieste, da dove fuggì  travestito da pescatore. La guerra era alle porte.

 

Vedi: “Rivista Storica del Risorgimento Italiano”, 1897, pp. 580-581.

 

Indice de “La Ciarla”

15 marzo 1859 (A. II, n. 1)

Mariti e mogli. Scene della Commedia Sociale O. Galli

Ciarle Fidente

Rivista Triestina Sior Candido

L’abito dell’Arlecchino L. [Leone Fortis]

Cosmopolita [versi] Frate Puccio

Note confidenziali della Ciarla La Direzione

A mezzanotte. Dalla Cocincina Beppo

Gli amori della dame Livio

Membri e non membri De Elle

Reminiscenze di Vacanza C. Mascheroni

In copertina: Gazzettino Teatrale e Cronaca Artistica L. F. [Leone Fortis]

 

2 aprile 1859 (A. II, n. 4)

Quaresimale della Ciarla. Memento Homo Fides

Epistole II. Alla Ciarla Sordello [Paride Suzzara Verdi]

Rivista Bibliografica. La politica napoleonica Leone Fortis

Reminiscenze di vacanza. La valle di Brembo C. Mascheroni

Il povero Diavolo

 

23 aprile 1859 (A. II, n. 7)

Prima comparsa di Frà Cappuccio Frantino

Le donne. La pietà delle donne Livio

Per il reuma del redattore Frate Puccio

Ciarle Umoristiche Artistiche Letterarie Elle [Leone Fortis]

Cronaca Milanese Poscisti

Sugli asini

 

(a cura di Fausta Samaritani)

Si prega di non copiare testo e immagini

 

L’Illustrazione PopolareRivista Euganea

31 dicembre 2003

La Repubblica letteraria Italiana www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato sul CD-Rom La Repubblica Letteraria zerantatre, N. 5 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, edizione La Repubblica Letteraria, 2004

Messo in rete il 23 ottobre 2015