Conservare il temperamento e prolungare la vita, ritardando la vecchiezza

Castor Durante Il Tesoro della sanità

Una pagina da Il Tesoro della sanità di Castor Durante

Si cupis incolumen vitam producere, Coelum

Effuge corruptum nebulis nidore, lacunis,

Quodque movet malidus morbosis Africus auris

Purum ama, et ad solem nascentem, et lumine apricum,

Purgatumque Euro, et Boreali frigore tersum.

Dell’Aere

Capitolo I

Aere è sopra tutte le cose necessario alla conservatione della sanità, et alla lunghezza della vita, impercioché vivono gl’Animali con bisogno d’un continuo refrigerio del cuore, il quale si conseguisce con l’assidua inspiratione dell’Aere, et per quello vogliamo, ò non vogliamo, è à tutti i viventi l’Aere necessario, che senza esso non si può conservare la sanità, ne meno racquistare; che tutte l’altre cose si possono schivare, eccetto l’Aere, che ne circonda, e muta i corpi nostri più che alcun’altra cosa; perché dimoriamo continuamente in esso, et senza respirarlo nessuno può vivere, et si come la respiratione non si separa dalla vita, così neanche la vita dalla respiratione. Et per questo meritamente si dice, che l’Aere è più nocivo del mangiare, et del bere, perché velocemente se ne vola al polmone, et al cuore; et senza cibi possiamo qualche poco vivere, mà senza l’Aere niente. Havendo dunque egli tanta possanza à conservare la sanità, si deve fare l’elettione di buono Aere, sereno, chiaro, volto ad Oriente, non corrotto da nebbie, né da vapori di laghi, stagni, paludi, caverne, fanghi, et polvere: che per l’Aere polveroso appresso i Garamanti [1] gl’uomini appena possono arrivare à quaranta anni. E dove è l’Aere cattivo, è necessario, che l’acque non sian buone, le quali aiutano poi l’Aere à corrompere i corpi nostri insieme con i cibi, i quali nell’Aere grosso devono essere sottili [leggeri], come nel sottile grossi [pesanti]. Quell’Aere adunque è conservativo della sanità, che fa i giorni lieti, et sereni, puro, et temperato: sì come il grosso, il denso, il turbido, et l’infetto la distruggono. L’Aere cattivo è il frigido, et Boreale, et Australe ancora et parimente il notturno, massime sotto i raggi della Luna, et allo scoperto, et così anco il ventoso, il turbido, il grosso, infetto da cattivi vapori, et dalla putredine de gli animali, et dell’altre cose, perché tal’Aere grava la testa, et offende gli spiriti animali, et con la sua troppo humidità rilassa le gionture, e le fa paratissime à ricevere ogni sorte di superfluità, come fa anche l’Aere, che da fumo ò polvere è infetto, dal quale bisogna guardarsi, perché entrato nel corpo, opinando [appesantendo, ostruendo] i meati, prohibisce il transito de gli spiriti animali. Eleggasi dunque l’Aere temperato, che è quello, che è chiaro, lucido, et puro, che egli non solamente fa la sanità, ma la conserva ancora, chiarificando tutti gli spiriti, et il sangue rallegra il cuore, e la mente, corrobora tutte l’attioni, sollecita la digestione in tutti i membri, conserva il temperamento, prolunga la vita, ritardando la vecchiezza. Et all’incontro l’Aere tenebroso, e grosso, offusca il cuore, conturba la mente, aggrava il corpo, ritarda la concottione [2] , et accelera la vecchiezza. Conoscesi l’Aere temperato, se subito tramontato il Sole si rinfresca, et nascendo il Sole subito si riscalda, et conferisce quest’Aere ad ogni età, ad ogni complessione [3] , ad ogni sesso, et ad ogni tempo. E’ cattivo ancora non l’Aere agitato dai venti, ma quello ancora che stà sempre quieto. Quando poi l’Aere eccede in qualche qualità, si deve correggere co ’l suo contrario, et se non s’haverà naturalmente, artificialmente preparasi. Onde se sarà troppo caldo, et di state, si asperga la casa di acqua fresca, et aceto, perché l’aceto con la sua frigidità, et siccità, corregge i cattivi vapori dell’Aere, et prohibisce la putradine, et per la casa si aspergano fiori, rami, et herbe odorifere, ch’abbiano facoltà humida, come sono le viole, le rose, cime di rovi, et di vite, foglie di canne, di lattuga, di salcio [salice], di quercia e di pruni, fior di nenufari [4] , et rami di lentisco, et altre frigide piante: si deve ancora prohibire che poche persone entrino nelle stanze, per che la turba de gli uomini le riscaldano. Sia ornata oltre à ciò la stanza de pomi odoriferi, come sono mele, pere cotogni, cedri et limoni. Ma se l’Aere sarà troppo frigido, si fugga il vento, massime il Boreale, et non si esca di casa avanti al levar del Sole, et si spargan per la stanza herbe calide, come menta, poleggio [5] , salvia, hissopo [6] , lauro, rosmarino, et maiorana, overo si faccia la decottion di queste herbe con garofani, cinnamomo [7] , maci [8] , et simili, et si sparga per la stanza, et facciasi profumi ancora di cose aromatiche, come incenso, mastice [9] , cinnamomo, laudano, noce moscata, scorze di cedro, mirra [10] , ambra [11] , legno aloe, mosco [12] , et storace [13] , mettendo queste cose sopra carboni accesi overo si faccia mistura delle cose con storace liquida, ponendone un poco sopra carboni. Aprono questi odori con le facoltà loro gli orificij chiusi, assottigliano [asciugano] i grassi umori, et conferiscono à frigidi, et humidi affetti del corpo. Si può fare ancor questo profumo: si prenda di tutti i sandali egualmente mezza oncia [14] , di rose dramme sei, d’ambra dramma una, di mosco mezzo scropolo, di been bianco, et rosso [15] ana [poco più di] due scropoli, di fiori di nefari dramme tre, di laudano dramma una, di mastice, d’incenso, ana dramme due, pestinsi grossamente, et mettansi sopra carboni. Oltre à ciò per correggere la mala qualità dell’Aria, et per assottigliare, et dissolvere i grossi, et viscosi humori del corpo, sia sempre acceso nella stanza fuoco di legne odorifere, come sono lauro, rosmarino, cipresso, ginebro, quercia, pino, abete, larice, terebinto [16] , e tamarice.

Le illustrazioni sono tratte da Castor Durante Il Tesoro della sanità, Torino, Gio. Domenico Tarino, 1612 (Coll. Fausta Samaritani)

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Le due edizioni romane ottocentesche e le due edizioni del Novecento del Tesoro sono solo curiosità editoriali? Sorridiamo quando Durante afferma le virtù di certe erbe che sono comuni nella nostra dieta quotidiana; ma alcuni suoi consigli di igiene sono radicati nella nostra cultura e rintracciabili in precetti che noi crediamo di Medicina popolare, ma che invece furono materia di insegnamento universitario.

Nei mercati romani, ancora oggi si consigliano erbe che “fanno ben sognare”, che sono utili alla digestione, che “spurgano”, che “riscaldano” o che “non restano a galla”. Non a caso tutta la scienza di Castor Durante è basata, non su principi religiosi, ma sull’insegnamento di Ippocrate e di Galeno. I principi di patologia cui il Tesoro fa riferimento sono dunque quelli della Medicina greco-romana, ma alterati da sottigliezze arabe ed interpretati dal formulario della Scolastica. Le qualità secche e umide, fredde e calde, di cui partecipano piante, pietre e animali, sono riscontrabili nei cibi e misurate in gradi. Le febbri effimere, etiche, sanguigne, coleriche, flemmatiche, sia quotidiane sia periodiche, sono spiegate con la teoria delle “putrefazioni” cui il corpo va incontro, per insorgere delle malattie.

Tra le righe di questo trattato fanno capolino squarci di paesaggio italiano, colline coltivate ad uliveto, boschi dove villanelle colgono le fragole per portarle al mercato entro scorze d’albero, acquitrini dove si cibano le folaghe e gracidano le rane, distese a grano con le mondine, campi attraversasti dai tratturi segnati dalle greggi migranti. La cucina di Durante è tutta italiana, anzi di Roma e dintorni, salvo poche puntate, ma sempre entro i confini dello Stato Pontificio.

Egli consiglia di mescolare sapori dolci e amari e di variare i cibi lassativi con quelli astringenti; di arrostire, lessare, condire, aromatizzando con erbe nostrane, oppure con spezie importate dall’Oriente e note da sempre; di insaporire con prodotti italiani come olio d’oliva, sale marino, aceto, limone, zucchero e miele.

Dopo tante avventure culinarie esotiche, è quasi un sollievo ritrovarsi tra ricotte e spigole, olive ed alici, latte e rosmarino, carciofi ed aglio, menta e prezzemolo: di questi prodotti è composta la vera dieta mediterranea che tutti ci invidiano e che oggi è considerata la più sana, la più equilibrata, almeno la meno nociva. Al posto di pillole per moderare l’appetito e di bibite fatti-più-snella, ritroviamo chi ci suggerisce cibi aperitivi all’inizio e cibi digestivi a fine pasto.

Il Tesoro della sanità è qualcosa di più di un vecchio trattato di igiene, se ci fa anche riscoprire valori culturali; ma è qualcosa di meno di un libro di Medicina pratica, perché costruito su sapienze obsolete. Non è neppure un manuale di cucina, perché le ricette sono appena accennate, senza dosi ben calibrate, senza tempo di cottura, senza un sapiente accostamento di vini. Il favore popolare continuerà a sostenere questo libro, anche quando l’impalcatura scientifica su cui è basato sarà crollata, per le nuove conquiste della anatomia e della fisiologia.

La Medicina che ha cambiato la vita Castor Durante, epigramma contro il tabacco Opere di Castor Durante

(ricerca di Fausta Samaritani)

31 dicembre 2002

La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato per la prima volta sul CD-Rom La Repubblica Letteraria 2002, N. 3 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, 2003

Messo in rete il 12 ottobre 2015

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[1] Popolazioni nomadi della Tripolitania

[2] Digestione. Quasi una seconda cottura, era considerata la trasformazione del cibo nello stomaco.

[3] Nell’individuo è l’insieme di caratteristiche fisiche, dalle quali risulta la costituzione fisica. Il termine è sinonimo di indole, di carattere, di temperamento.

[4] Pianta acquatica delle Ninfacee, con foglia a forma di cuore. E’ detta anche ninfea gialla o della Cina.

[5] Pulegio. Erba perenne delle Labiate. Se ne estrae un olio essenziale, con proprietà simili a quello estratto dalla menta piperita.

[6] Issopo. Pianta aromatica delle Labiate. L’olio è impiegato per fare liquori e in preparati farmaceutici. Connessa a riti di purificazione, l’issopo è più volte nominato nella Bibbia.

[7] Pianta delle Lauracee, di origine cinese. Da alcune varietà si estrae la cannella, da altre la canfora. Per Mattioli la cannella, usata nei preparati farmaceutici, era tanto rara che invito il re del Portogallo, che commerciava con la Cina, a aumentarne l’importazione.

[8] Macis. Spezia derivata dal seme di noce moscata essiccato. Usata in cucina, liquoreria e profumeria.

[9] Resina di lentisco, di sapore amarognolo. Usata per aromatizzare vini.

[10] Gommoresina derivata dalla corteccia di alcune Burseracee. Usata in profumeria. Si produce in Sicilia.

[11] Ambra grigia. Secrezione dell’intestino del capodoglio. Bruciata, emana un forte odore di muschio. Usata in profumeria.

[12] Muschio. Secrezione delle glandole di un particolare cervo, così chiamato. Si raccoglie in una borsa situata nella regione inguinale. E’ usato in profumeria per fissare gli aromi e in medicina come sedativo.

[13] Arbusto delle Diosporee, da cui si estrae una resina dolce e stimolante.

[14] Pesi medicinali. 1 oncia equivale a 8 dramme. 3 scropoli fanno 1 dramma. Lo scropolo equivale a 24 grani.

[15] Moringa. Pianta pilifera i cui semi danno un olio commestibile che lubrifica. Mattioli la chiama ghianda unguentaria.

[16] Albero delle Anacordiacee. E’ usato come porta innesto  del pistacchio e produce una resina con proprietà astringenti.