Vorrei offrirle i fiori della mia riconoscenza e della mia devota amicizia

Carlo Pisani Dossi a Amalia Depretis

Carlo Alberto Pisani Dossi a donna Amalia Depretis

Ricerca di  Fausta Samaritani

«R[oma] 7. 4. 87

Signora eccelsa e benigna,

ho meditato le sue osservazioni a matita e qualcuna avrà il battesimo dell’inchiostro.

La sua lettera, sovratutto, mi ha fatto viva impressione. In essa trovai, non solo uno spirito di fine critica, ma (e badi che io non adulo mai) un letterario sapore squisitissimo.

Quando sarò per scrivere un nuovo libro, La pregherò di essere, non solamente consigliera gentile, ma collaboratrice

Il devoto suo

Dossi »

 

GABINETTO DEL MINISTERO DELL’INTERNO

«R[oma] 22. 4. 87

Eccelsa signora,

il mio carissimo amico e collega si chiama Filippo Rogeri conte di Villanova. [i] Nel ministero dell’estero, è Segretario, modestamente valoroso.

Per quali ragioni, egli desideri di passare nella carriera dei consolati e di ottenervi una destinazione, le ho detto. Di sifatti passaggi vi ha folla di esempi, e la volontà del ministro basta ad autorizzarli.

Un uomo felice sarebbe il mio Rogeri se la sua domanda venisse accolta. E sarebbe una consolazione anche per me, che, perduta ogni speranza di fare la felicità mia, vorrei almeno compensarmi, facendo quella degli altri.

Devotamente Suo

Alberto Pisani Dossi»

 

GABINETTO DEL MINISTERO DELL’INTERNO

«Roma, 24. 5. 1887

Eccole, eccelsa signora e mia collaboratrice gentile, la lettera che Ella desidera di continuare e di completare. La mando a Lei, ma badi che non è più sua ma mia. Con essa, Ella m’ha dato e mi mantiene una consolazione: non vorrà, spero, privarmene.

Alle 6 ½  d’oggi verrò da Lei, permettendomi, come Le dissi, di condurre con me il mio Eduardo Maga [ii] .

Affezionatamente, rispettosamente Suo

A. Pisani Dossi»

 

«12 Dicembre 1887

Santa Amalia

Ecc.˜ma Signora,

Gentile amica,

Se i voti miei, se i voti suoi si fossero adempiuti, io non verrei, ancor solo, quest’anno, ad offrirle i fiori della mia riconoscenza e della mia devota amicizia; Ella non sarebbe, nell’accoglierli, sola. Ma ai nostri affetti Fortuna non ha sorriso [iii] .

La festa d’oggi è abbigliata a lutto, lutto per Lei di cara persona estinta [iv] , per me di una viva perduta.

Le bacio, reverente, la mano.

Alberto Pisani Dossi»

 

Archivio centrale dello Stato. Archivio Depretis, serie III, b. 31. Inedite.

 

Una quinta lettera inedita di Carlo Pisani Dossi, scritta ad un amico non meglio identificato, si trova tra le carte di Amalia Depretis.

Questo è il testo:

 

«PAX CANDIDA FORTIS

R[oma] 12. 12. 89

Mio carissimo amico _ Sei ben gentile avvertendomi che oggi è l’onomastico di donna Amalia, e gentile sarei io seguendo il tuo amichevole suggerimento.

Ebbene, non lo seguo _ Donna Amalia rappresenta per me due ricordi _ uno tutto soavità e bontà _ la provvidenza ch’ella fu per la mia nipotina. L’altro, tu sai, è una ferita non chiusa ancora.

Il gemito, purtroppo, ha più lunga eco della gioja.

Perché riacerbarmi la ferita?

Ma sincerissimi auguri di tutta la felicità che le cose umane possono dare faccio in cuor mio per donna Amalia

Tuo sempre

Alberto»

Archivio centrale dello Stato. Archivio Depretis, serie III, b. 31 bis. Inedita.

 

Amalia Flarer in Depretis Figlia di Francesco (+1864), professore di oculistica all’Università di Pavia, era sorella della moglie di Carlo Bertacca, sindaco di Stradella, il paese d’origine di Agostino Depretis. Tra Agostino e Amalia c’erano trentaquattro anni di differenza. Rimasta orfana, Agostino si prese cura di lei, tanto da guadagnarne la fiducia e il soprannome di “Tatti”. Nelle lettere ad Agostino lei si firmava “pupilla”, ma in realtà il tutore di Amalia era suo fratello Giulio. Nel 1870 Amalia sposò Enrico Grassi e si trasferì in Liguria, dove nacque la figlia Beatrice. Rimasta precocemente vedova e priva di mezzi di fortuna, si rivolse a Depretis. Il 16 novembre 1876, nei giorni in cui assumeva la presidenza del Consiglio, Depretis sposò Amalia. Ebbero un figlio, Agostino jr. Si sparse la voce che l’influsso benefico della giovane moglie era legato alla longevità politica di Depretis. Rimasta vedova Amalia ricevette molte lettere damore, ma non si risposò.

 

Carlo Pisani Dossi (Zenevredo 27.3.1949-Cardina 19.11.1910). Scrittore, diplomatico, giornalista. A Milano si mescolò agli scapigliati, pittori e scrittori antitradizionali, assorbendo gli ultimi sprazzi delle mode romantiche. Nel 1879 Crispi lo scelse come suo segretario particolare. A Carlo Pisani Dossi si deve il nome Eritrea, dato alla nuova colonia italiana. Fu console generale a Bogotà (Columbia), poi ministro residente ad Atene. Si ritirò in vecchiaia nella sua villa, presso Como, per coltivare studi di archeologia e di arte della ceramica toscana. Le sue opere, dove  sperimenta un particolarissimo frasario, funambolico e lombardeggiante e che prelude a Carlo Emilio Gadda, sono mescolate autobiografia ed invenzione. L’altrieri, Vita di Alberto Pisani, Desinenza in “A” uscirono a spese dell’autore e in pochissime copie. Note azzurre e Briciole critiche uscirono postume.

 

Cartoline di Carducci Pisani Dossi e Nievo

 

31 dicembre 2002

Il Portale Letterario della Repubblica Letteraria Italiana.  www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato per la prima volta sul CD-Rom La Repubblica Letteraria 2002, N. 3 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, 2003

Messo in rete il 19 ottobre 2015



[i] Filippo Rogeri (Roggeri). Ministro plenipotenziario. Figlio di Delfino, nacque a Torino il 22 febbraio 1854 in una famiglia nobile, originaria di Casale Monferrato. Dallo zio, senza discendenza maschile, ereditò il titolo di conte di Villanova. Nel 1887 sposò Eleonora Icheri di S. Gregorio, dalla quale ebbe tre figli: Delfino, Gioachino e Clotilde.

[ii] Eduardo Maga.

[iii] Non si conosce il nome della donna, della quale Pisani Dossi si dichiara innamorato. Potrebbe essere  Beatrice, la giovane figlia di primo letto di Amalia Depretis. Certamente si tratta di persona molto cara anche ad Amalia.

[iv] Allude alla morte del marito, Agostino Depretis, morto a Stradella ad agosto dello stesso anno.