Dai Sonetti di Andrea Maffei dedicati ai mesi dell’anno

Ottobre di Andrea Maffei

Ottobre

sonetto di Andrea Maffei

 

Chi v’insegnò, gentili abitatori

Dell’aere, a ramingar di clima in clima,

Quando al soffio autunnal la neve prima

Copre d’un vel le acute Alpi maggiori?

Vi profuse Natura i suoi favori

Ben più che a noi. Teniamo, è ver, la cima

Per la poca ragion che ne sublima:

Qual pro, s’ella è ravvolta in tanti errori!

Voi l’istinto conduce, onde sereno,

Senza il misero don dell’intelletto,

Liberi pellegrini, il dì traete.

Oh se bujo ci fosse ogni altro effetto

Fuorché l’amor, quel vostro unico freno,

Noi pur saremmo creature liete!

Andrea Maffei

 

Questo sonetto fu pubblicato su “L’Illustrazione Popolare”, volume XIX, 8 ottobre 1882, p. 64. Fa parte della serie di sonetti dedicati ai mesi dellanno.

 

Andrea Maffei  Il “principe dei nostri poeti-traduttori”, come lo definì De Gubernatis, era nato a Molina, in Val di Ledro, il 19 aprile 1798 e morì a Milano il 27 novembre 1885. Discepolo dello zio, l’abate Giuseppe Maffei che insegnava Letteratura italiana all’Università di Monaco di Baviera, in gioventù ebbe sentimenti favorevoli all’Austria, di cui era suddito. Originario del Trentino, terra di confine linguistico, era perfettamente inserito sia nel mondo culturale italiano sia in quello tedesco. Sposò Clara Carrara-Spinelli, con la quale aprì a Milano, dove era stato assegnato al locale Tribunale d’Appello, un salotto letterario cosmopolita. Per divergenze di natura politica si separò legalmente dalla moglie che restò a Milano e si legò a Carlo Tenca. Maffei si considerava seguace di Monti, dal quale derivava lo stile elegante, classico e armonioso. Tradusse gli Idilli di Salomon Gessner, poeta tedesco anacreontico, quindi il Faust di Goethe, il Paradiso Perduto di Milton, l’Otello e La Tempesta di Shakespeare, La vergine d’Orléans, il Guglielmo Tell e la Maria Stuarda di Schiller. Alla venerazione per i grandi del passato, egli univa l’interesse per la letteratura europea contemporanea. Strinse rapporti amichevoli con Giuseppe Nicolini, con Aleardo Aleardi, col musicista Vincenzo Lutti jr., col poeta Antonio Gazzoletti e con Giuseppe Verdi. Dopo il successo del Nabucco, Andrea Maffei introdusse Verdi nel salotto di sua moglie. Per il Maestro di Busseto compose i versi della romanza da camera Ad una stella, quelli della cantata eseguita al 6° Congresso degli Scienziati e nel 1857 revisionò il libretto di Piave per il Macbeth. Le grandi tele di Francesco Hayez (come quelle su episodi della vita del Doge Foscari), le magistrali traduzioni di Maffei hanno contribuito a formare quel gusto pittorico e formale, nei confronti di temi biblici, storici, drammatici e mitologici, che ha nutrito la fantasia dei librettisti e dei musicisti del nostro melodramma romantico. Andrea Maffei fu eletto senatore del Regno, su proposta di Benedetto Cairoli.

 

Andrea Maffei scrive a Eugenio Checchi

 

31 dicembre 2003

La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato per la prima volta sul CD-Rom La Repubblica Letteraria zerantatre, N. 5 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, edizione La Repubblica Letteraria, 2004

Messo in rete il 21 ottobre 2015

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