Andrea Maffei scrive a Eugenio Checchi

ricerca di Fausta Samaritani

 

«Caro Eugenio [i]

E’ gran tempo che non ci scriviamo. Fu, di certo, per gravi occupazioni io per lunghe e dolorose molestie frutto dell’estate infuocata; delle quali, ora appena io lentamente liberandomi in quest’aria vivida e salubre e blandito dalle cure amorose della buona famiglia Lutti [ii] , ricordevole sempre di te e de’ tuoi. Perché sappi che sono ancora miracolosamente vivo, ti mando un sonetto che vorrei stampato nel Fanfulla [iii] , sia politico, sia letterario non monta. E’ un tributo alla memoria del mio povero Gazzoletti [iv] sventurato in vita come in morte. Poeta maggiore del Prati [v] , tranne forse nell’armonia.

Le sue mirabili poesie non ebbero che una edizione, ed anche questa in grazia delle mie raccomandazioni al povero Le Monnier [vi] . Il suo capolavoro è quel Paolo che venne finalmente tratto dal bujo e rappresentato con felicissimo successo su codesti teatri. Questa tragedia per concetto profondo, per effetto drammatico e per armoniosa eleganza di verso è superiore, a mio parere, a quelle d’altri  recenti laudatissimi poeti; e di mano in mano che il buon gusto farà capolino crescerà nel favore del pubblico italiano, e tu lo vedrai, tu giovane e robusto. Ecco l’argomento del mio sonetto, scarso tributo ad un’antica amicizia. Caro Eugenio, entro nell’anno ottantesimo settimo, e queste nuove molestie mi avvertono che presto è il mio fine, e l’animo si volge agli amici perduti che in breve io spero rivedere. Tu sei fra quelli che più mi stanno a cuore, ed ai quali affido il mio nome e l’opera della mia vita, né certo mi dirai sconoscente né dimentico del bene che sempre mi hai fatto. Non aggiungo parola. Con i saluti di questa famiglia abbiti il sonetto di cui ti dissi, e con l’anima ti abbraccio

Il tuo Andrea

P. S. Non riuscì mai al povero Gazzoletti di porre in scena il suo Paolo. Il Modena [vii] si rifiutò dicendo che non valeva un C.

Campo 3 7bre ’83 – Scrivendomi = Riva di Trento»

Archivio della famiglia Checchi

Le foto della lettera, con la trascrizione di alcune frasi, sono in Edith Bront Checchi A Eugenio Checchi, affettuosamente, Perugia, Morlacchi Editore, 2003, pp. 36-37.

 

Maffei scrive a Depretis Magica Trieste di Antonio Gazzoletti Ottobre sonetto di Andrea Maffei

 

31 dicembre 2003

La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato sul CD-Rom La Repubblica Letteraria zerantatre, N. 5 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, edizione La Repubblica Letteraria, 2004

Messo in rete il 21 ottobre 2015

Si prega di non copiare testo e immagine

 



[i] Eugenio Checchi (Livorno 1838-Roma 1932) giornalista e scrittore, divenne il decano dei giornalisti italiani.

[ii] Lutti. Famiglia di Riva del Garda. Vincenzo senior era musicista, come suo figlio Vincenzo junior, la cui sorella Francesca era poetessa. A Riva del Garda Vincenzo Lutti junior costruì un teatro dove furono rappresentate opere di Verdi e istituì un conservatorio di musica, ancora esistente.

[iii] “Fanfulla della Domenica” rivista culturale settimanale, edita dal 1879 al 1919. Fondata da Ferdinando Martini, fu diretta da Avanzini, Nencioni, Capuana e Checchi. Usciva come supplemento del quotidiano romano “Fanfulla”. Collaboratori: Capuana, Verga, De Marchi, d’Annunzio.

[iv] Gazzoletti poeta e drammaturgo.

[v] Giovanni Prati (1814-1884)  poeta. Sostenne la politica di Carlo Alberto. Ebbe una vita avventurosa. Allontanato da Venezia da Manin per le sue idee monarchiche e da Firenze da Guerrazzi. Ebbe il titolo fastoso di storiografo della corona sabauda. Opere: Edmengarda, poemetto del 1841, Poesie 1835, Ballate 1843, Satana e le Grazie, 1855.

[vi] Felice Le Monnier, editore fiorentino.

[vii] Gustavo Modena, attore.